Cronaca » Villaspeciosa

Villaspeciosa, l'amore tra Debora e Alessio, sbocciato tra i grattacieli di Chicago

Mercoledì 13 Giugno alle 16:23 - ultimo aggiornamento alle 17:07


Debora e Alessio a Chicago

Galeotta fu Chicago per Debora Zonca e Alessio Sotgiu. Lei, 28 anni di Villaspeciosa, lui, 33 anni di Villamar: in Sardegna non si erano mai incontrati. Ma il destino ha voluto che l'amore tra i due emigrati negli Stati Uniti, sbocciasse a quasi ottomila chilometri di distanza dall'Isola, nella metropoli dell'Illinois che conta quasi tre milioni di abitanti. Il sogno nel cassetto è il matrimonio, tra qualche anno, nell'antica chiesa di San Platano di Villaspeciosa.

Debora è hostess di terra nell'aeroporto di Chicago O'Hare da cinque anni e vive in città da quasi otto. Nel 2016, si è laureata in Studi internazionali e tra qualche mese diventerà cittadina americana. Alessio invece è emigrato due anni fa: il lavoro non gli mancava, pubblicizzava capsule per un'azienda di caffè ma ha sempre avuto il sogno di trasferirsi negli Usa e ha mollato tutto per andare a lavorare come cameriere nel ristorante sardo-italiano "Volare" dello zio Benny Siddu, anche lui di Villamar.

Qui è scoccata la scintilla: «Ci siamo conosciuti tramite una mia supervisore», racconta Debora. «Suo marito lavorava con Alessio e ci siamo incontrati.

A settembre 2016, a poche settimane dal suo trasferimento, mio fratello e la sua ragazza, qui in vacanza, volevano mangiare qualche piatto sardo e allora ho deciso di andare con loro al ristorante, perché così avrei finalmente conosciuto Alessio. Benny ci ha servito e offerto la cena come se fosse un incontro tra due futuri sposini. Da allora abbiamo iniziato a frequentarci e un anno dopo siamo andati a vivere insieme».

E la loro casa si è trasformata in un piccolo angolo di Sardegna: «Le radici culturali hanno senz'altro influito sul nostro rapporto. Mangiamo sano e insieme cuciniamo tanti piatti tipici: dalla pasta in casa, a is malloreddus, alla fregola.

E non mancano mai il pecorino, l'olio d'oliva sardo, il cannonau e il mirto. Abbiamo la fortuna di vedere spesso le nostre famiglie che ci riforniscono quando vengono in vacanza. Manteniamo inoltre la nostra tipica ospitalità: spesso invitiamo amici a cena, aspetto non consueto a Chicago, dove si fissano gli appuntamenti per potersi vedere. Insomma, qui non ho trovato l'America, ma la Sardegna».

Il sogno sono le nozze «rigorosamente nella nostra terra, nel mio paese, a San Platano. Un giorno potremmo rientrare definitivamente, economia permettendo, ma si parla almeno di altri sette anni».

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