Cronaca » Cagliari

Bimbo calabrese malato adottato a Cagliari: ma il trasferimento diventa un'odissea

Mercoledì 13 Giugno alle 19:54 - ultimo aggiornamento alle 20:31


Il Policlinico di Messina

Una storia che fa discutere, riflettere, commuovere e indignare.

È quella che sta avendo come inconsapevole protagonista Moise, un bimbo di due anni e mezzo gravemente malato, in procinto di essere trasferito dalla Sicilia alla Sardegna.

A ripercorrere la vicenda è il Garante dell'Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, competente in quanto il piccolo è nato nel Reggino.

''Il piccolo - ricorda il Garante - è ospedalizzato dalla nascita. Il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria l'ha dato in affido a due coniugi cagliaritani della Comunità 'Papa Giovanni XXIII' in

quanto la famiglia biologica versa in serie difficoltà socio-economiche. L'ultimo provvedimento dei magistrati risale al dicembre del 2017, ma per una serie di incomprensibili quanto inaccettabili cavilli, il piccolo è ancora in ospedale''.

LA RICERCA DEL VOLO - ''Nei giorni scorsi - continua Marziale - la tutrice del piccolo ha sollecitato al mio ufficio l'esecuzione del provvedimento. Mi sono, perciò, interfacciato con il presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, e da lì a poche ore mi sono recato al Policlinico di Messina, trovando il bimbo in terapia intensiva pediatrica. Il dirigente medico del reparto mi ha riferito che il bimbo avrebbe potuto lasciare l'ospedale con un semplice volo di linea entro pochi giorni, solo con i genitori affidatari muniti dei presidi medico-sanitari. Rispettando il suo parere di specialista - prosegue il Garante - mi è però sembrato rischioso che Moise potesse viaggiare senza la dovuta assistenza medica e strumentale".

Dunque il Garante ha contattato tutti gli enti competenti per cercare l'aereo e il personale adatto per il trasporto. Ma invano.

IL PEGGIORAMENTO - ''Ho - chiarisce Marziale - cercato un volo di Stato anche tramite le prefetture di Reggio e Messina ma mancando la voce 'imminente pericolo di morte'' non è stato possibile ottenerlo, anche se paradossalmente proprio al Policlinico, nel giorno della mia visita a Moise, mi è stato detto che se fosse rimasto ancora lì, una terza infezione, dopo due già contratte, sarebbe stata letale per il bimbo.

Fatto sta che ho impegnato risorse dal mio risicatissimo bilancio ed ho organizzato un'aeroambulanza, ma nelle ultime ore è sopraggiunto uno schock settico e il Policlinico di Messina autorizzava la

trasferibilità del bambino, ma non la dimissibilità, per cui il tutto è stato annullato".

Così il destino del piccolo, in quella che ha ormai assunto i contorni di drammatica odissea, resta sospeso.

IL MINISTRO - E la vicenda è arrivata anche all'attenzione del neoministro della Salute Giulia Grillo: "Leggo con apprensione le notizie sullo stato di salute del piccolo Moise che deve essere trasferito dal

policlinico di Messina all'ospedale di Cagliari", le parole del ministro. Che aggiunge: "Dal ministero stiamo monitorando la situazione e verificando che tutte le procedure di trasferimento avvengano secondo i protocolli prestabiliti".

(Unioneonline/l.f.)

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1 commenti

  • user226734 08/07/2018 18:09:46

    la famiglia biologica versa in serie difficoltà socio-economiche, e allora il magistrato non trova di meglio che portare via il bimbo alla famiglia "biologica": un cucciolo di cane randaggio che si raccoglie per strada!!! VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA le famiglie in difficoltà vanno aiutate e sostenute in tutti i modi possibili, hanno sentimenti uguali alla famiglia più facoltosa di questo mondo!!!! forse curandolo senza perdere tempo a RUBARLO ai suoi affetti familiari si sarebbe salvato