Cronaca » Nurri

Nurri, crescono i timori per la produzione di grano Cappelli

Martedì 22 Maggio alle 10:46 - ultimo aggiornamento alle 14:37


Foto d'archivio

Se la pioggia dovesse proseguire ancora la produzione di grano del Sarcidano rischierebbe di essere compromessa quasi completamente.

Foraggere e le coltivazioni di grano sono danneggiate dalla pioggia insistente che non dà tregua. "Sono ripiegate e stanno marcendo - racconta Marcello Mulas, coltivatore di Nurri - le sole spighe di grano sono schiacciate come se fosse passato un rullo".

Si dovranno aspettare ancora 15 o 20 giorni per quantificare danni e valutare eventuali riprese. Questo avrà delle ricadute anche nella produzione della farina.

"La situazione è uguale in tutta la Sardegna - dice Angelo Anedda, proprietario del mulino di Nurri - potrebbe venirci a mancare il quantitativo di materia prima necessario per l'annata e potrebbe essere compromessa la qualità".

La situazione potrebbe migliorare soltanto se non piovesse più, le spighe potrebbero rimettersi in piedi e garantire di nuovo quantità e qualità. Diverso il discorso delle foraggere, infatti ci sarebbe dovuto essere già il raccolto, invece il foraggio è ancora nei campi e il timido sole che ogni tanto si fa spazio fra le nuvole non riesce ad arrivare alla terra per asciugarla.

Il Sarcidano con i suoi oltre 400 ettari influisce in maniera determinante sulla produzione di grano regionale. Infatti la coltivazione di grano Capelli si è sviluppata proprio qui e poi si è ampliata fino ad interessare tutto il territorio.

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9 commenti

  • Giano 23/05/2018 10:35:24

    @user238504, ben detto, ha ragione, altri tempi Si sperava solo che fosse una buona annata e che il grano rendesse bene, "Saludi e trigu" era il saluto comune, perché era la principale fonte di reddito, che promuoveva tutti gli altri settori dell’economia reale dell’intera comunità (non quella della finanza speculativa). Non c'era crisi e non c’erano contributi pubblici; che piovesse o non piovesse. Ora vivono di sussidi, assistenza e fondi pubblici e sono sempre in crisi.
  • Giano 23/05/2018 10:17:56

    Il grano Cappelli si distingue per le ariste lunghe, folte e nere. Una volta era la specie più diffusa in tutto il Campidano. Poi lo hanno sostituito con altre specie di qualità inferiore, ma che davano maggiore produzione e poi con altre promosse (imposte) dalle multinazionali, da Assessorati, Enti e Centri sperimentali regionali. Ora volete riscoprire quello che molti anni fa avete ripudiato. Come al solito; il senno di poi.
  • Torre2 22/05/2018 18:36:07

    l'agricoltore del 2018 non può permettersi di vivere tra "sperando bene nel clima di domani" e "voglio lo stato di calamità naturale" questo è un modo di pensare arretrato e fermo nel tempo
  • alexander5 22/05/2018 18:24:21

    inutile combattere con l'ignoranza, cercatevi la storia del grano cappelli in sardegna, le recenti problematiche connesse e quante famiglie vivono facendo affidamento su questo raccolto. Comunque pare che da domani o dopo, inizieranno giornate soleggiate. Speriamo bene.
  • user238504 22/05/2018 17:51:31

    Quando ero bambino, sessant'anni fa, pioveva quasi ininterrottamente da ottobre ad aprile, non c'erano strade asfaltate e si camminava in mezzo al fango.Non esistevano le calamità naturali perchè allora il sole e lac pioggia li mandava Dio, a suo insindacabile piacimento.Oggi invece sembra che il clima sia una questione politica, dove ogni avversità debba essere ricompensata con prebende statali e fondi pubblici. Si chiama stato di calamità naturale.
  • Torre2 22/05/2018 17:18:46

    vorrei mangiare grano sardo , vorrei però che gli agricoltori sardi finissero di lagnarsi sempre per ogni cosa (troppo sole, poco sole, troppa pioggia, poca pioggia), vorrei che gli agricoltori sardi iniziassero a ragionare e operare sfruttando le NORMALI variazioni climatiche (che da noi sono tutt'altro che estreme) isolane per migliorare la propria produzione, non per cercare soldi pubblici con emergenze quotidiane. ne va anche della vostra credibilità
  • user231630 22/05/2018 16:18:03

    Voi che scrivete e parlate per parlare, se hanno fatto' l'articolo dovreste essere sensibili al problema. Allora mangiatevi il grano delle multinazionali che tanto anche se è bagnato lo mettono lo stesso nei silos. Una volta messo nel silos anche se in sovraproduzione non lo buttano e lo tengono fermo.li si creano funghi e batteri che poi vi mangiate e diventate intolleranti perche' i funghi e i batteri creati dall'umidità resistono anche alla cottura della pasta. Meglio i soldi all'agricoltura
  • Giano 22/05/2018 13:12:38

    Scommetto che ci scappa la richiesta dello stato di calamità naturale e degli eventuali contributi per i danni subiti. Giusto?
  • Torre2 22/05/2018 12:15:11

    ma non capisco: non piove e vi lamentate piove e vi lamentate è NORMALE che la quantità d'acqua non si possa regolare con un rubinetto, ma mi sembra che la situazione di acqua in Sardegna sia ottima come difficilmente abbiamo avuto negli ultimi decenni!