Cronaca » Provincia di Torino

Tredicenne precipita durante un'arrampicata, condannato l'istruttore

Mercoledì 16 Maggio alle 13:49 - ultimo aggiornamento alle 17:21


Tito Traversa

Il tribunale di Torino ha condannato in primo grado a due anni di reclusione Nicola Galizia, l'istruttore di Tito Traversa, morto a 13 anni - promessa dell'arrampicata - durante un incidente sulle montagne di Orpierre, in Provenza.

Il fatto risale al 3 luglio 2013.

Sono stati invece assolti per non aver commesso il fatto sia il responsabile della scuola di arrampicata Luca Gianmarco (la gita in Francia era stata organizzata dal solo Galizia), sia Carlo Paglioli, legale rappresentante della Aludesign, società produttrice dei gommini dei moschettoni utilizzati dalla giovane vittima.

Moschettoni che erano stati montati male da una compagna di corso del 13enne e che l'istruttore non aveva controllato.

Tali dispositivi cedettero e Traversa cadde nel vuoto.

Il pm Francesco La Rosa aveva chiesto la condanna di Paglioli a 4 anni di carcere per omessa cautela, poiché non erano state inserite le istruzioni del montaggio insieme ai gommini.

Dopo la lettura della sentenza, il padre del ragazzino, Giovanni Traversa, ha dichiarato che il figlio "è morto a causa di un concatenarsi di responsabilità di cui solo una parte è stata dichiarata con la sentenza odierna. Mancano all'appello tutta una serie di responsabilità che grazie ad una serie di fattori non sono state sinora prese in considerazione dalla giustizia".

Inoltre, secondo il genitore, si sono verificati dal giorno della tragedia "una serie di inceppi nella giustizia che hanno consentito l'impunità di alcune figure" e il giudice "si è trovato a dover giudicare su basi molto diverse dalla realtà".

(Unioneonline/F)

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2 commenti

  • fixar 17/05/2018 14:20:12

    Signor Giano, ho visto amici morire all'età di 10 ,14,16 anni mentre stavano tranquilli seduti in auto o per uno scherzo calibrato male. Se fossero rimasti in casa non sarebbe successo. Ha senso non VIVERE per "vivere" di più? Purtroppo si muore anche soffocati da un pezzo di pane, sarebbe meglio smettere di mangiare. L'arrampicata è sport, non definirlo tale è ignoranza. Come tutti gli sport va fatto con le dovute precauzioni, seguendo regole e buon senso. P.s. Messner intende un altro!!!
  • Giano 16/05/2018 15:26:30

    Fosse rimasto a casa, invece di "arrampicarsi", senza che nessuno lo obbligasse, sarebbe ancora vivo. Rischiare la propria vita senza una precisa ragione che lo giustifichi, non è sport. Ripeto quanto ho già scritto di recente. l'alpinista Messner, a proposito della moda di fare alpinismo come passatempo, non tenendo conto della pericolosità, ha detto che questa moda è recente: " Duecento anni fa l'uomo non era così stupido da salire sulle montagne.". Chiaro? Lo dice Messner