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Iglesias, cibo scaduto e vestiti consunti per i poveri. Il parroco: "Vanno rispettati"

Venerdì 23 Marzo alle 19:27 - ultimo aggiornamento alle 21:33


"I poveri non sono miserabili, hanno una loro dignità e vanno rispettati come tutti gli altri esseri umani".

È un concetto banale, ma fa parte dell'appello che don Giorgio Fois - parroco di San Pio X, a Iglesias - è costretto a fare per denunciare, ancora una volta, un fenomeno che ha dell'incredibile: buste di indumenti sporchi e consunti lasciate in chiesa, ma anche generi alimentari ormai scaduti.

Persino i prodotti ittici surgelati, andati a male, ma sistemati nei sacchetti di plastica depositati dentro la parrocchia o nell'area esterna.

Quasi una prassi, che si ripete con una certa frequenza: una, due volte al mese, assicura il parroco del rione Serra Perdosa.

Insomma: la chiesa usata alla stregua di una discarica per liberarsi di ciò che non serve più ma che, per qualche insana ragione, alcuni pensano di poter dare a chi vive una condizione economica precaria.

Ma il fenomeno non è limitato al quartiere del rione più popoloso di Iglesias. Anche nei pressi della parrocchia San Paolo è ricorrente: "Se non proprio indumenti logori, ci lasciano buste contenenti capi di vestiario che nessuno metterebbe più", dice don Francesco Pometti.

E di fronte al "grottino" della Caritas, in centro storico, si notano quotidianamente buste, scatole colme di capi di abbigliamento e scarpe lasciati in terra senza alcuna cura.

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1 commenti

  • luciana48 24/03/2018 10:59:04

    bravo il parroco ha ragione, ma le istituzioni che fanno dormono? sembra d'essere negli anni 60 quando ai poveri non si dava e lo dico per esperienza personale ho lasciato il paese nel lontano 1967 vestita di stracci alla ricerca di un lavoro per poter vivere, le istituzioni assenti a loro interessava solo il loro bene constato che poco è cambiato per i poveri ma per i politici e i loro simili le cose vanno molto bene saluti luciana