Cronaca » Sardegna

Turismo invernale: tradizioni e natura carte vincenti dell'Isola

Sabato 16 Dicembre 2017 alle 14:25


"Una vera manna per il turismo in bassa stagione". Carlo Amaduzzi, presidente dell'AssoHotel Sardegna non ha dubbi: "Iniziative come Autunno in Barbagia si sono rivelate intelligenti e azzeccate per rivitalizzare i paesi dimenticati dell'interno". E a confermarlo ci sono i numeri diffusi da Assoturismo-Confesercenti secondo i quali nei giorni a cavallo dell'Immacolata il 78% delle camere d'albergo dell'Isola era prenotato. Insomma, il turismo invernale in Sardegna come possibile fonte di sviluppo sembra spingere, non senza scetticismi, amministratori e albergatori ad organizzarsi.

LA STAGIONE - "Ma qualcosa in più si può fare - sottolinea Amaduzzi - registrare per due giorni il pienone per poi avere la struttura vuota le due settimane successive non ci permette di programmare la stagione su punti fermi. Certezze indispensabili per pianificare gli investimenti e le assunzioni stagionali. Bisognerebbe perciò sfruttare le iniziative folkloristiche che richiamano sempre più gente per attirare turisti anche dopo le feste e trasformare le vacanze lampo in soggiorni più lunghi".

TRADIZIONI PREZIOSE - Un progetto per affrancarsi dall'immagine di isola estiva tutta mare e spiagge, in queste settimane di feste paesane sembra ancor più realizzabile. Decine di borghi in questi ultimi anni hanno riscoperto l'ospitalità turistica tirando a lucido quartieri storici, monumenti e antichi mestieri. Ed ecco che l'idea di creare una sorta di museo diffuso diventa più di un'ipotesi.

MUSEO DIFFUSO - "Tutelare e valorizzare adeguatamente i nostri tesori è un dovere, oltre che una grande opportunità - afferma il presidente di Federturismo Gianfranco Battisti -. È indispensabile lavorare sulla promozione del nostro Paese come museo diffuso che deve attirare turismo colto e sostenibile, capace di apprezzare anche il ricco patrimonio meno noto del territorio, fatto di borghi, piccole città d'arte e parchi naturali".

IL GRADIMENTO - Ma in attesa di vedere un'offerta organizzata e diffusa da parte dei centri rurali, gli albergatori si arrangiano con iniziative a macchia di leopardo. "Il turista premia destinazioni con intrattenimenti e servizi - sostiene Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi -. Penso alle terme di Sardara e Fordongianus, o alle montagne innevate di Fonni e Desulo. Ma parliamo sempre di soggiorni di una, due notti. Gli stessi che caratterizzano il grosso del turismo autunnale, ravvivato da escursionisti sardi che non lasciano casa per più di un fine settimana". Per questo gli addetti ai lavori non lasciano correre troppo la fantasia. Il sogno di un boom del turismo invernale è destinato a rimanere tale senza investimenti che rendano attraente la Sardegna anche a fine estate.

LO SPORT - "Servono sentieri e tracciati ciclabili - dice Amaduzzi -. Belvì e Arzana, per esempio, stanno vivendo una nuova dimensione turistica grazie a pareti attrezzate per l'arrampicata sportiva e percorsi per le mountain bike. Due progetti concreti che hanno dimostrato che un genere alternativo di turismo si può fare, anche nei territori meno attraenti".

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