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Madrid commissaria la Catalogna: "Rajoy come Franco"

Sabato 21 Ottobre alle 11:25 - ultimo aggiornamento Domenica 22 Ottobre alle 00:58


Quello del premier spagnolo Mariano Rajoy "è il peggior attacco alla Catalogna dalla fine della dittatura di Francisco Franco". Così il presidente della Generalitat Carles Puigdemont ha definito la decisione del governo spagnolo di applicare l'articolo 155 della Costituzione, che prevede il commissariamento di una regione autonoma, nel caso in cui agisca "in modo da minacciare l'intera nazione".

L'affondo di Puigdemont è arrivato dopo un'imponente manifestazione degli indipendentisti, scesi in piazza dopo la riunione straordinaria del Consiglio dei ministri spagnolo.

L'intenzione dell'esecutivo spagnolo è quella di rimuovere Puigdemont, il suo vice Oriol Junqueras e gli altri membri del governo catalano. Le misure prese dal consiglio dei ministri odierno saranno sottoposte al voto del Senato spagnolo, che dovrebbe riunirsi il 27 ottobre.

Con la destituzione del governo catalano, l'esercizio delle funzioni ricadrà nella competenza di altre autorità che saranno indicate dal governo centrale, ha dichiarato il primo ministro.

Entro sei mesi le elezioni, anche se Rajoy ha precisato che le vorrebbe "il prima possibile, non appena sarà recuperata la normalità istituzionale".

Mariano Rajoy annuncia il commissariamento della Catalogna
Mariano Rajoy annuncia il commissariamento della Catalogna

Tra le altre misure, Madrid dovrebbe anche prendere il controllo dei Mossos d'Esquadra e di radio e tv catalane.

"Nessun governo può accettare che si violi la legge", ha dichiarato il primo ministro, aggiungendo: "Una situazione dovuta alla scelta da parte della Catalogna di avviare un processo unilaterale e contrario alla legge e che ha cercato lo scontro. Hanno obbligato il governo ad accettare un referendum indipendentista che il governo non poteva accettare".

Secondo le motivazioni date dal governo di Madrid, il governatore Carles Puigdemont si è reso responsabile di una "disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole" degli obblighi previsti dalla legge e dalla costituzione e ha "gravemente attentato" all'interesse generale dello Stato.

Migliaia in piazza a Barcellona
Migliaia in piazza a Barcellona

Nel pomeriggio circa mezzo milione di persone ha manifestato a Barcellona.

"Non è morta l'autonomia catalana, è morta la democrazia spagnola", hanno scandito i manifestanti, chiedendo un intervento dell'Unione Europea per fermare quello che considerano un golpe di Mariano Rajoy.

LE PAROLE DI RE FELIPE DI SPAGNA:

Video: Spagna, Re Filippo: "Inaccettabile il tentativo di secessione della Catalogna"

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(Redazione Online/F-L-l.f.)

 
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5 commenti

  • user216508 22/10/2017 09:26:08

    i catalani che sono testardi non e finito la cosa
  • iskander66 21/10/2017 20:52:54

    L'imbecillità di Madrid è sesquipedale. Di fronte al referendum catalano poteva semplicemente fregarsene dato che era illegale. Invece opponendovisi l'ha politicamente reificato. Quello catalano era un gioco al rialzo, quello spagnolo è stato il suicidio perfetto, generato dall'imbecillità politica di dilettanti allo sbaraglio quali Mariano Rajoy e altri vari cialtroni che non dovrebbero dirigere nemmeno un condominio di periferia. Al confronto i politici italiani sono degli statisti.
  • Indignato 21/10/2017 20:24:45

    Bravi basta con i vitalizzi a Re, Regine, Principi, ecc ecc o a Repubblicchini come i nostri gestiti dal potere mafioso
  • durand10 21/10/2017 20:00:38

    Utente Chicco52 c'è pure un popolo quello spagnolo che non è d'accordo con il privarsi di un pezzo del proprio Stato. E tra quel popolo c'è pure chi vive in Catalogna. Per quanto riguarda Principi e Re sono del tuo stesso parere.
  • chicco52 21/10/2017 15:47:17

    quando un popolo o una parte di esso vuole cambiare,essere indinpendente non è per gioco,ma perchè le cose non vanno per niente bene.E se non lo si capisce in tempo succede che scoppiano le guerre .E poi a dirla tutta e basta con Re ,Regine ,Principi che succhiano il sangue alle loro nazioni.Possono benissimo andare a lavorare come tutti gli altri.