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Carbonia, mamma morta dopo il parto: "Omicidio colposo", ginecologa a giudizio

Lunedì 09 Ottobre 2017 alle 18:35 - ultimo aggiornamento Lunedì 09 Ottobre 2017 alle 19:35


L'ospedale Sirai di Carbonia

Ci sarà un processo per chiarire le cause e le responsabilità della morte di Stefania Corrias.

La neo mamma quarantenne, originaria di Bacu Abis ma residente a Villamassargia, cessò di vivere nel gennaio del 2015 dopo il parto avvenuto all'ospedale "Sirai" di Carbonia.

Il gup Gabriella Muscas - accogliendo la richiesta formulata da pm Gilberto Ganassi - ha disposto il rinvio a giudizio di tre persone, ma solo una dovrà rispondere di omicidio colposo: si tratta della ginecologa Paola Curridori.

A giudizio anche l'allora primario Giuseppe Santeufemia e il direttore sanitario Sandro Caria, ma la loro posizione in merito alla tragica circostanza è differente e lo stesso pubblico ministero (a seguito delle relazioni dei periti effettuate dopo l'autopsia e l'esame della cartella clinica) aveva deciso di formulare un'accusa diversa: "Aver omesso, o comunque ritardato, di denunciare all'autorità giudiziaria il fatto reato non mettendo immediatamente a disposizione dell'autorità giudiziaria la salma della paziente".

Tempi diversi anche per l'avvio dei procedimenti giudiziari: quello a carico di Paola Curridori e di Sandro Caria inizierà a febbraio; mentre Santeufemia (che ha scelto il rito abbreviato) comparirà davanti al giudice a gennaio.

Sette le parti offese: il marito, che rappresenta anche il figlio, i genitori e i fratelli della giovane donna.

 
l ospedale sirai di carbonia
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