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Pirozzi: "Nemmeno un euro degli sms solidali ai terremotati". E la procura valuta un'indagine

Domenica 24 Settembre alle 09:27 - ultimo aggiornamento alle 13:25


Amatrice dopo il sisma

"Nemmeno un euro dei 33 milioni donati dagli italiani attraverso gli sms solidali o i bonifici di solidarietà è finito ai terremotati".

Lo ha affermato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, ospite ieri ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia.

Il primo cittadino di uno dei comuni più colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 lancia un attacco, sostenendo che i fondi raccolti attraverso la generosità degli italiani non sono stati utilizzati per aiutare gli abitanti di Accumoli, Arquata o Pescara del Tronto.

Per quanto riguarda gli sms da due euro, Pirozzi afferma che il denaro raccolto è stato inizialmente destinato per la costruzione di una pista ciclabile nelle Marche, in un paese non toccato dal terremoto.

"Io comunque ho avuto la fortuna", ha spiegato inoltre il sindaco ai microfoni dei giornalisti, "di avere tanta solidarietà diretta da parte degli italiani. Però con la gestione di quelle donazioni degli sms si sta dando un messaggio profondamente sbagliato. Perché io penso che tante persone in quelle giornate e quelle settimane intendevano dare un aiuto diretto a quelle persone e a quei paesi che vedavano devastati. Il fatto di non indirizzarli là è devastante, perché poi la gente non crede più a nulla. La destinazione di quei fondi è stata decisa da una commissione di saggi che tanto saggi non sono. Io credo che dopo averli usati così bisogna chiedere scusa agli italiani".

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, in seguito alle dichiarazioni di Pirozzi la procura di Rieti starebbe valutando l'apertura di un'indagine sul caso.

Il primo cittadino di Amatrice potrebbe essere convocato dai magistrati nei prossimi giorni.

Al momento l'inchiesta sarebbe contro ignoti.

LA PROTEZIONE CIVILE: "NESSUN EURO DONATO È SPARITO" - Il Dipartimento della Protezione Civile ha risposto alle accuse del sindaco di Amatrice, affermando che nessun euro donato dagli italiani è "sparito".

Secondo quanto si legge in una nota, "come stabilito nel protocollo d'intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento, sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma".

"Le donazioni raccolte grazie alla generosità degli italiani, secondo quanto disposto dal decreto legge 189 convertito dalla legge 229 del 2016, sono confluite nella contabilità speciale del commissario straordinario alla ricostruzione dopo l'approvazione dei progetti proposti dalle regioni d'intesa con i territori colpiti", afferma il documento della Protezione Civile.

"Il dipartimento della Protezione Civile, come ha sempre fatto, continuerà a garantire la massima trasparenza e il corretto utilizzo dei fondi donati dagli italiani", conclude il testo.

IL RICORDO DELLE VITTIME A UN ANNO DAL SISMA:

Video: Il ricordo delle vittime ad Amatrice, a un anno dal terremoto

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(Redazione Online/F)

 
immagine d archivio
Terremoto, nuova scossa avvertita nella zona di Amatrice: magnitudo 3.6

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15 commenti

  • Chiara_71 25/09/2017 12:16:10

    Una vergogna senza confini, approfittano del buon cuore delle persone! Quanti soldi hanno raccolto? Un bel gruzzolo che potrebbe aiutare davvero! Ma possibile che non si mettano una mano sulla coscienza? Queste persone hanno perso TUTTO e non x colpa loro!!! Ennesima dimostrazione che x aiutare davvero bisogna rivolgersi ai diretti interessati o a persone fidate.
  • user226087 25/09/2017 09:24:18

    Al semaforo, oppure al bar, oppure al market. C'è la pubblicità per raccogliere due euro per i bambini disabili con malattie rare, per i senza tetto per l' acquisto di medicinali per gli africani per i sudamericani per vaccinare per adottare a distanza, etc etc etc etc etc. In conclusione possiamo dire che queste associazioni di raccolta fondi nazionali ed internazionali siano l'evoluzione del disperato che chiede la moneta al semaforo?
  • user226087 25/09/2017 09:13:49

    Ditemi se sbaglio.. Provate a fare un giro in auto e poi a piedi per le strade di Cagliari e hinterland, vi renderete conto che in ogni semaforo vi chiederanno una moneta, mai inferiore ai 10/20 cent, chi è disabile, chi ha figli, chi non ha casa, etc etc, idem al supermercato, al tabacchino, al bar, panificio, frutta e verdura. Rientri a casa convinto che nessuno ti potrà più chiedere l'elemosina, invece accendi la TV, è appena accendi trovi l'evoluzione di quello che ti chiedeva 10/20
  • user226087 25/09/2017 08:58:43

    Con mia moglie mentre in televisione andava il onda il non stop del collegamento con amatrice appena colpita dal terremoto, mandavamo gli sms e nel frattempo che cenavamo mia moglie mi chiese, ma secondo te questi soldi che doniamo con gli sms andranno veramente ai terremotati? Gli dissi per come vanno queste situazioni in Italia se alla fine andrà un 20/30% del totale raccolto è troppo. Mi rendo conto solo ora di essere stato troppo ottimista.. POVERA ITALIA
  • Yipluca 24/09/2017 23:10:52

    la solita truffa basata sulla legge dei grandi numeri. io ormai se faccio beneficienza la faccio diretta, senza intermediari. Altrimenti nada, e infatti non invio mai sms o simili, dove stai donando soldi al sig. x e non sai mai che fine facciano. Ormai bisogna guardasi le spalle anche dalla propria ombra.
  • strullo 24/09/2017 22:36:27

    per il sicuro uso solo e sempre whatsapp.
  • livoletta 24/09/2017 20:59:17

    ....la procura valuta un'indagine?!?!?! Cioè ti arrestano se fai il saluto romano e per questi devono ancora decidere se e quando indagare??
  • Lando65 24/09/2017 17:21:47

    Dedicato a tutti quei "polli" che ancora credono negli sms di solidarietà quadruplicati negli ultimi anni in tv e non solo..ci sono altre forme per fare beneficenza,quella degli sms rimarrà solo una truffa diabolica.
  • guseppe 24/09/2017 14:51:41

    Non ci smentiamo mai.
  • Astronauta 24/09/2017 13:58:12

    In Italia in galera ci vanno solo i poveracci morti di fame, agli alti livelli solo quelli che sono scomodi a qualcuno di più potente.