Cronaca » Posada

Omicidio a Budoni, parla il marito della vittima: "Se è lui, deve pagare"

Domenica 20 Agosto alle 13:40


La fiaccolatà per ricordare Lu Xian Cha

L'arresto del presunto assassino di sua moglie non lenisce il dolore per la perdita. Miao Bocun, nel suo negozio di Posada, la cittadina dove risiede da due anni, mostra grande sofferenza. Nel centro costiero della Baronia, viveva felice con sua moglie Lu Xian Cha e con i loro figlioletti fino a quella drammatica sera del 10 aprile scorso, quando lei fu barbaramente uccisa a coltellate nel suo negozio di Budoni.

Ora Miao Bocun i ragazzi li ha sempre con sé, per cercare di supplire, con tutto il suo affatto, alla mancanza della madre. "Finalmente si potrà fare giustizia per la morte di mia moglie" afferma in un italiano molto ridotto.

LA SVOLTA - Le indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Siniscola e dagli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale di Nuoro, a stretto contatto con il Procuratore capo del tribunale nuorese, Andrea Garau, sono giunte ad una svolta con l'arresto di Massimo Delussu, il diciannovenne originario di Irgoli e residente nelle Marche.

Simone Delussu
Simone Delussu

Difficile comprendere la brutalità di cui è rimasta vittima la moglie: quattordici coltellate, alcune sferrate con estrema forza e violenza. I colpi sono andati a segno su tutto il corpo. Mani e braccia prima, perché la vittima ha cercato di proteggersi.

La donna non avrebbe avuto la possibilità di scappare. Probabilmente è stata trattenuta dal suo assassino che, dopo averle inferto numerose coltellate al corpo, l'ha colpita anche al viso.

"Ho sempre avuto fiducia nella giustizia italiana e continuo ad averne", racconta Miao Bacun. "L'unica cosa che auspico è che questo giovane, se è stato lui, paghi fino in fondo per il male che ha fatto a me e ai miei bambini".

VUOTO AFFETTIVO - La perdita di Lu Xian Cha ha lasciato un grande vuoto affettivo nella vita dell'imprenditore quarantenne cinese e dei suoi figli. Ma ha anche creato serie difficoltà economiche. "Prima - osserva Miao Bocun - potevamo contare su due punti vendita, e riuscivamo a guadagnare abbastanza per vivere dignitosamente". Ora le cose sono cambiate. "Il negozio di Budoni lo abbiamo dovuto lasciare. Adesso facciamo fatica ad arrivare a fine mese".

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