Cronaca

Un "semaforo" per il carrello
L'Europa e la spesa a colori

Lunedì 20 Marzo alle 08:25


Emanuele Dessì

Per tutelare la salute dei cittadini europei, la Ue sta valutando l'introduzione di un'etichetta "a semaforo". Buone intenzioni a parte, rischiano di finire sul mercato con il bollino verde alimenti che, di salutistico, non hanno nulla. Ne parla, nel suo editoriale, il direttore Emanuele Dessì.

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Carrello in mano, a guidare la nostra spesa tra le corsie potrebbe essere presto un “semaforo”. Mamma Europa, dopo aver investito tanto per certificare la qualità dei prodotti alimentari con i marchi Dop e Igp (quasi 300 in Italia, 8 in Sardegna), ora sta seriamente pensando di imitare il modello britannico, l’etichetta a semaforo. Verde, giallo e rosso per indicare la presenza più o meno intensa di grassi, sale e zucchero.

L’obiettivo è favorire sempre di più una sana alimentazione tra i cittadini del Vecchio Continente. Ma, come spesso succede quando tra il dire e il fare c’è di mezzo il business, il rischio è che le buone intenzioni vengano tradite dagli interessi. Il sospetto di molti, a partire dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, è che a spingere verso il semaforo possano essere soprattutto le multinazionali dell’agroalimentare.

Facendo qualche esempio diventa forse più facile capire perché. L’olio extravergine d’oliva, una delle basi della dieta Mediterranea, inserito da tutti i nutrizionisti – nelle giuste dosi – nei modelli alimentari da seguire, finirebbe sullo scaffale con il bollino rosso. La Sardegna, giusto per ricordarlo, vanta una delle Denominazioni di origine protetta (una quarantina) per questa eccellenza italiana. La lettera scarlatta sembrerebbe un passo indietro. Tanto più se si considera che l’etichetta verde accompagnerebbe sul mercato, per esempio, le bibite gassate senza zucchero. Qualcosa, anche se sono solo esempi, sembra non tornare. In attesa che il Parlamento europeo prenda le sue decisioni, è bene parlarne ed è importante capire. Nella consapevolezza che il Made in Italy in tavola - purtroppo - ha storicamente preso cazzotti tra Bruxelles e Strasburgo. Lo zucchero autorizzato nel vino tedesco è solo un esempio.

Emanuele Dessì

© Riproduzione riservata

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2 commenti

  • gioiello 20/03/2017 16:29:44

    Ma chi sono i geni che inventano queste cose????
  • semur 20/03/2017 13:00:21

    è anticostituzionale perchè discrimina i daltonici.