Cronaca » Cagliari

"Sul Poetto si dovrebbe osare di più", da New York l'idea di un architetto sardo

Mercoledì 15 Marzo alle 08:20 - ultimo aggiornamento alle 17:20


Clementina Ruggieri

"Vivo benissimo a New York ma porto sempre con me la qualità della vita che sa offrire Cagliari. Due mondi lontani che sembrano completarsi e mi stimolano nel lavoro".

Clementina Ruggieri è un'architetta che sta riscuotendo grande successo internazionale, non solo negli Stati Uniti: col suo studio Space4Architecture ha appena vinto il primo premio al concorso per la progettazione dell'Auditorium di Kip Island a Riga, la capitale della Lettonia. Figlia di Innocenzo "Lilli" Ruggieri, noto commerciante cagliaritano, condivide la sua vita privata e quella professionale con Michele Busiri Vici, che arriva da una storica dinastia di architetti: è nipote del professionista che l'Aga Khan chiamò per far nascere la Costa Smeralda. Ha progettato la chiesa Stella Maris di Porto Cervo e gli hotel Romazzino e Luci di La Muntagna. "Siamo ancora molto legati a tutta la Sardegna ma il cuore batte forte per Cagliari".

Dall'Isola alla Grande Mela non è proprio una passeggiata, tra opportunità professionali e potenzialità creative.

"È inutile negare che la differenza principale la fanno i soldi e le opportunità di lavoro, sarebbe ipocrita. Però a New York, ma più in generale in America, si guarda lontano, si scommette sul progresso. In Italia, non solo a Cagliari, la mentalità è bloccata, quasi non si vuole andare avanti. All'estero gli italiani amano le grandi città e la loro modernità ma quando tornano a casa bloccano qualunque tipo di proposta se considerata troppo moderna, non azzardano".

Cagliari è in una fase di trasformazione, come giudica questo processo?

"Il Poetto ha subito un cambio radicale ma si potrebbe osare di più. Anche se riuscire a spazzare via la pessima abitudine di arrivare con l'auto sulla sabbia è già un grande risultato".

Che coraggio è mancato?

"Il Poetto potrebbe essere sfruttato diversamente e diventare uno spazio più accessibile a tutti, con più infrastrutture e meno l'idea di spiaggia privata. Poi c'è il Lungosaline, è unico. Nessuna città ha opportunità di questo tipo: anche lì avrei eliminato le auto, mi spiace vedere quelle zone preziose nascoste dietro una recinzione, un guardrail e uno stradone. Molentargius e il Poetto dovrebbero essere in stretta comunicazione. Sognando di poter lavorare su Cagliari penserei proprio a un'infrastruttura per collegare il mare agli stagni: è una combinazione che qualunque altra città può solo sognare".

Il gioco dei paragoni: Cagliari in cosa vince rispetto a New York?

"Sempre più spesso mi chiedo perché non tornare a Cagliari e vivere una vita meno frenetica, più concentrata sugli scambi sociali, sulle amicizie e sulla famiglia. Non si può fare un paragone reale tra Cagliari e Londra (dove ho fatto l'università) e New York. Sono troppo diverse: ma saprò sempre apprezzare il fatto di essere partita da una città come la mia Casteddu. Ti dà una forza incredibile, ti regala sempre l'opzione di scappare dal caos di una metropoli per ritirarsi in uno piccolo gioiello".

La testa è a Brooklyn ma il cuore resta in Sardegna.

«Solo vivendo e conoscendo a fondo una realtà come Cagliari si può apprezzare Londra o New York. Sai che c'è un'alternativa e un mondo opposto dove la qualità della vita, il clima e l'ambiente sono migliori. Dove anche lo scambio sociale è più vivo e più vero».

È innamorata della sua città ma è di parte: Cagliari può attirare investitori stranieri?

"Certo. Ha il mare più bello del mondo, Castello è un borgo meraviglioso. Ma il problema, un po' di tutta Italia, è che l'investimento in generale è sempre visto con sospetto, figuriamoci se si tratta di investimento straniero. Facciamo di tutto per rendere la vita difficile a chiunque abbia qualche idea. Per fortuna l'operazione stadio sembra avviata ma facciamo l'esempio di quello della Roma: è un progetto che personalmente non amo affatto ma facciamone cento e poi altri cento. Così si va avanti e si scommette sul futuro".

È davvero la strada giusta?

"La società ha paura del progresso: costruiamo, così portiamo business e facciamo lavorare la gente. Ma sempre, e rigorosamente, nel pieno rispetto della qualità della vita e dell'ambiente. Seguendo questi principi costruire spesso migliora l'ambiente".

Il vostro progetto premiato a Riga va in quella direzione?

"Si tratta di un design per quattro auditorium per un centro esposizione nell'isola di Kipsala, di fronte al centro storico di Riga. Il nostro progetto include un bellissimo parco che invita la comunità di Riga a riunirsi. In un certo senso un po' come il Parco della musica di Cagliari".

Somiglianza lontana.

"Anche se in piccolo è sempre bello vedere che la città investe in spazi pubblici per la comunità, trovo che con la vita frenetica e la tecnologia che ci circondano sia estremamente importante avere spazi di riposo e ritrovo, spazi che stimolano lo scambio sociale dove il tempo si può fermare. Almeno per un po'".

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10 commenti

  • Torre2 15/03/2017 16:57:15

    stia a New York cara Clementina, che come vede dai commenti di sotto qui siamo ancora all'età del homus-automobilus, quello che si muove sempre e solo con l'auto, parcheggiando possibilmente a mezzo metro dal punto di destinazione (perché se deve fare due passi, in una città dal clima artico come Cagliari, si kankara di brutto)
  • user214759 15/03/2017 14:07:39

    Un genio !!!!!!!!
  • semur 15/03/2017 13:14:35

    se vuole sognare, sogni di eliminare tutta la recente cementificazione tra piste ciclabili, pattinaggio e quant'altro e al loro posto vegetazione indigena con sufficienti parcheggi liberi ma esclusivamente su terra battuta e ove possibile far arretrare fuori dall'arenile chioschi e balle varie. il mare ai bagnanti
  • Murvoni 15/03/2017 11:23:25

    Scusate... Ma io non ce la faccio più a leggere queste idiozie. Ogni tanto si sveglia un tirocinante che ci parla dei massimi sistemi. Il Lungosaline è già stato compromesso 100 anni fà... Se la signorina, che usufruisce dei soldi di famiglia per stare a New York, ci inventa la macchina del tempo magari si potrebbe pensare di non fare più gli stessi errori... Perchè dalle sue parti non propone di trasformare l'isola di Manhattan come era in origine?
  • user219208 15/03/2017 10:17:38

    Quindi, 1 ora per andare e 1 ora per tornare, carichi come muli, con le belle comodità offerte dal CTM (autobus strapieni puzzolenti -causa passeggeri di colore non paganti-spesso senza aria condizionata). Oppure sfruttiamo la bella invenzione delle piste ciclabili. Ajò tutti al mare in bici, con 40 gradi all'ombra (che però ombra non ce né quindi son 50 gradi!) pedalando con 1 bambino dietro e 1 davanti, più borse e borsoni e giochini vari !!! Bella idea architetta! Si dai eliminiamo le auto!!
  • user219208 15/03/2017 10:12:46

    Cara architetta, lei sicuramente sarà abituata a Roma, Londra e New York, città con la metropolitana. A Casteddu la metro (checché se ne dica..) non c'è. Come ci arriviamo noi poveri cittadini bistrattati al mare? Magari con 2 bambini, borsoni, borsa frigo, secchiello e palette? Andare col CTM è impossibile (tralasciando la scomodità) oltre a lasciarci uno stipendio in biglietti (andando e tornando tutti i giorni in 3/4 persone) ci vorrebbe almeno 1 ora di "viaggio" quando in auto son 15 minuti.
  • user214759 15/03/2017 09:13:27

    Un genio !!!!! AHAHAHAHAHHAHA
  • user222986 15/03/2017 08:16:46

    leggendo poi l'articolo completo mi convinco ancora di più che questa simpatica signorina ha ancora notevoli difficoltà a svegliarsi da questo torpore...
  • user219452 15/03/2017 07:57:40

    Invece al poetto hanno fatto le "piste ciclabili". Cagliari città turistica ? Senza NEMMENO UN (dicasi uno) ALBERGO. Guardate come sono le vere città turistiche, che abbiano strutture ricettive ?. Ma noi questo mondo vogliamo salvarlo dalla bieca antropizzazione e conservarlo per le future generazioni africane che ci invadono. Loro infatti non costruiranno nulla ma distruggeranno. Avanti così, popolo di mentecatti.
  • SpartacusVin 15/03/2017 07:11:54

    certo, e le macchine per quartu e il litorale passano tutte da viale marconi. intelligente l'achitetto. sicuramente ha progettato lei palm beach