Cronaca » Sardegna

La lettera di Sergio Zuncheddu:
"Caro Flavio, basta prediche ipocrite"

Venerdì 23 Settembre 2016 alle 07:58 - ultimo aggiornamento Venerdì 23 Settembre 2016 alle 21:09


Turisti in aeroporto

La direzione de L'Unione Sarda ha ricevuto via mail, per conoscenza, la lettera che l'imprenditore Sergio Zuncheddu ha inviato mercoledì a Flavio Briatore.

Zuncheddu è anche editore di questo giornale.

Valutati gli spunti di riflessione e anche l'interesse giornalistico del testo, abbiamo deciso di pubblicarla integralmente, sottoponendola all'attenzione dei nostri lettori.

"Flavio,

sono stupefatto dalle dichiarazioni offensive che hai fatto su noi sardi e la Sardegna, peraltro in un contesto pubblico e di rilevanza mediatica. Il nostro appuntamento di venerdì 23/9 è, di conseguenza, annullato, e ti spiego perché.

Si può essere critici sul modo con il quale vengono gestiti i trasporti da e per l’Isola e persino sui progressi più o meno performanti della nostra industria turistica, ma non possiamo accettare di sentirci dire, in modo sprezzante, che “ i sardi non sanno che la loro è un’isola perché pensano che la gente arrivi per caso”, che “quella è una terra straordinaria ma i sardi vogliono fare i pastori: loro il turismo non sanno nemmeno cos’è” e via pontificando, sui trasporti, sui monopoli ecc.

Per tua informazione e orientamento, per le tue prossime esternazioni sulla Sardegna, ti dico alcune cose che forse non sai:

1) Io sono orgoglioso di provenire da una civiltà agropastorale: mio bisnonno paterno era pastore, mio nonno un saggio del villaggio, quello materno era contadino e mio padre da giovane è stato persino servo pastore. I valori con i quali io e tantissimi sardi siamo cresciuti sono quelli apprezzati da tutti i non sardi intelligenti che ci capita di incontrare, compresi quelli che frequentano il tuo locale in Costa Smeralda;

2) Sui trasporti è vero: siamo gravemente carenti, in linea generale, anche se bisogna capire se la tua lamentazione sulle tariffe (1.600 euro per la tratta in nave Genova-Alghero, come dici tu, contro 600 per quella Barcellona- Maiorca) sia riferibile al tuo cliente tipo, poverino, capace di spendere mille euro e anche più per una bottiglia di vino. Se il cliente tipo per noi è solo quello che desidera il lusso, come sembra dalle tue dichiarazioni, non credo abbia il problema tariffario per i suoi spostamenti.

In realtà non è tanto, o non solo, un problema di tariffa, il nostro, quanto di numero di voli giornalieri e di collegamenti con le maggiori città europee, dalle quali dovrebbero arrivare turisti di fascia medio-alta e alto-spendenti;

3) Oggi non c’è un monopolio vero e proprio, per gli aerei e le navi, come dici tu, perché non c’è un’unica compagnia aerea o navale. Quello attuale è piuttosto un oligopolio, anche se l’effetto è simile, soprattutto quando gli oligopolisti si mettono d’accordo sulle tariffe o si spartiscono le tratte. Su questo, è vero, non hai tutti i torti: molto dobbiamo lavorare per favorire lo sviluppo di un vero mercato concorrenziale nel settore, anche se mi risulta che la Regione lo stia già facendo.

Tuttavia ti segnalo, anche se da piemontese dovresti conoscere la nostra storia, che almeno in parte coincide con la tua, che il tema del monopolio sui trasporti, da e per la Sardegna, ha una storia plurisecolare e risale al periodo di dominazione di casa Savoia, in particolare per i collegamenti marittimi, posto che dal 1723, anno di uscita dei vecchi dominatori e insediamento della nuova casata, e fino almeno alla fine dell’Ottocento, di volare non se ne parlava proprio. Ebbene: nel tempo si formò una compagnia di navigazione, protetta da voi piemontesi, la quale, quando si presentava all’orizzonte un possibile concorrente abbassava drasticamente e temporaneamente le tariffe, giusto il tempo di far schiantare il velleitario armatore entrante, per poi rialzarle subito dopo lo scampato pericolo. Questo giochino, pensa, è stato imparato così bene che ancora oggi qualche furbastro lo utilizza per soddisfare la propria pulsione monopolistica, tipo: faccio fuori i concorrenti con la leva del prezzo e con il boicottaggio sul transito delle merci dei clienti “infedeli”. Questi studentelli sono scaltri nell’applicare quegli insegnamenti ma, lo riconosco, i professori ancora di più ad averglielo insegnato. Questi venivano dalle tue parti, però. Qualcuno di quei docenti potresti trovarlo persino nel tuo albero genealogico. Forse;

4) E a proposito di prediche, Flavio, debbo dirti con franchezza che ci siamo rotti i c......i di sentirci dire cosa siamo o non siamo, cosa sappiamo fare e cosa no, quanto siamo arretrati e quanto no, e via elencando. Non vogliamo più sentirvi, neppure per farci i complimenti, quando per caso, ma solo per caso, intendiamoci, ne azzecchiamo una!

Non ci frega proprio nulla dei vostri non richiesti giudizi.

E visto che ci sono ti dico alcune cose che ti faranno meglio comprendere perché non sopportiamo più chi viene da fuori a darci lezioni, posto che potremmo essere noi, piuttosto, storicamente legittimati a darvene.

Non vi abbiamo mai detto con chiarezza che con il crollo dell’impero spagnolo, e la conseguente spartizione delle sue spoglie tra i vincitori e loro alleati, i piemontesi brigarono per prendersi la Sardegna non già perché ricca, impossibile dopo quasi quattro secoli di “cura” spagnola, quanto perché i Savoia desideravano ardentemente fregiarsi del titolo di re, che non avevano. Quando la presero, la Sardegna, era infatti già Regno, Regnum Sardiniae.

Pensa, dalla fine del dodicesimo secolo!

I tuoi antenati brigarono poi quasi fino alla fine del settecento per rivendersela, spogliata del titolo, ovviamente, e quando la casa regnante fu cacciata da Napoleone la Corte si rifugiò da noi, con le pezze nel deretano, rimanendoci, coccolata, servita e riverita, fino alla Restaurazione.

La domanda dunque è: con quale diritto voi (imprenditori ma spesso solo prenditori) che venite dal continente in Sardegna, dove potete sviluppare in tranquillità i vostri legittimi affari, potete permettervi di aggiungere alla critica, sia pure lecita, quel tanto di fastidioso, repulsivo, disgustoso e insopportabile disprezzo, che allude a una nostra presunta inferiorità antropologica?

Ci avete sconquassato i c......i con questa altezzosa prosopopea, questo tronfio, saccente e sprezzante pontificare, che non sopportiamo più, non perlomeno da gente che ha storicamente dominato, sfruttato e spremuto quest’Isola fino a farle uscire sangue; che ha favorito lo sviluppo industriale nei propri domini continentali ma non in Sardegna, preferendo tenerci nella condizione di povertà e sottosviluppo; che con la cosiddetta fusione perfetta del 1847 la casata piemontese ci propinò una fregatura perfetta, piuttosto, non riconoscendoci gli stessi diritti goduti dalle popolazioni continentali del Regno, compresa la questione plurisecolare dei trasporti, ancora irrisolta.

Non avete titolo per salire sul pulpito e farci le predichette ipocrite, scialbe e mollicce, delle quali non ci frega nulla. Se volete darci qualche consiglio fatelo con garbo e delicatezza, come si conviene alle persone bene educate, e non ripetetevi troppe volte: anche noi riusciamo a capire subito ciò che ci interessa, perlomeno con la stessa velocità di voi piemontesi, e dei milanesi, emiliani, romani e via elencando.

Caro Flavio, poiché quanto sopra è esattamente ciò che penso, credo sia impraticabile l’ipotesi di collaborazione che mi hai prospettato per l’Abi d’Oru: per fare cose insieme, infatti, oltre al business che stia in piedi ci vogliono anche affinità e sintonia personale, cose allo stato mancanti.

Ti saluto".

Sergio Zuncheddu

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56 commenti

  • falco459 24/09/2016 08:54:45

    ma mi dilungherei alquanto. Si Presidente qui in Sardegna forse ci vorrebbe un bel referendum per autodeterminarci per avere veramente una nostra indipendenza, chissà che un giorno non possa accadere veramente.
  • falco459 24/09/2016 08:51:47

    in un loculo senza più un lavoro con assistenza di sostegno inferiore (dopo 38 anni di contributi versati) a quella garantita ad un emigrato. Certo magari il Briatore in questione direbbe che è tutta colpa mia se sono finito in queste condizioni ma mi sento di dire che niente è programmabile nella vita c'è chi in qualche modo crede che sia tutto suo il lavoro e che ciò che ha guadagnato sia per il suo duro lavoro ma in effetti non è così. Sig. Sergio Zuncheddu potrei portarle altri esempi....
  • falco459 24/09/2016 08:46:14

    ....anche perché le migliori menti che abbiamo avuto nei tempi passati non guardavano certamente a come si vestivano forse quelli che lo fanno sono i Promotori Finanziari i Rappresentanti Commerciali i Testimoni di Geova. Concludendo se Briatore ha pensato o ha detto che noi Sardi vogliamo fare i Pastrori (cercando di offendere) ha sbagliato ed in questo momento vorrei essere un Pastore o un Allevatore perché almeno loro non muoiono di fame mentre io sto con 5 famigliari in 55mq di casa
  • falco459 24/09/2016 08:37:11

    ....sempre su You Tube " Briatore critica l'abbigliamento di un concorrente" Briatore non mi piacque più non certamente per le sue critiche (più o meno giuste ) sull'abbigliamento di questi concorrenti ma sul modo con cui le ha esposte.L'altro giorno sono entrato in tribunale in zoccoli ma pulito sbarbato e profumato se c'è ancora della gente che giudica una persona per l'abbigliamento che porta siamo proprio messi male in Italia....
  • falco459 24/09/2016 08:30:13

    Apprezzo l'intervento del Sig. Sergio Zuncheddu e capisco la sua indignazione ma tornando a Briatore mi ricorda un filmato che vidi su YouTube "LE REGOLE DEL BOSS - nuovo " che con le sue dieci Regole definiva un "Buon Boss" è certo che non tutti noi diventeremo dei Boss anche perché chi la raccoglierà l'immondezza se dovessimo tutti riuscire nella vita come dice il Boss? Con tutto il rispetto per Briatore dopo che vidi questa critica (giusta ho sbagliata che sia) ....
  • MARCHISONES 24/09/2016 07:40:17

    Una difesa di cui di poteva fare a meno.
  • marquito 24/09/2016 04:15:17

    Sono inorridito dal leggere commenti in preda al vittimismo più becero. Quasi mi vergogno di voi. Addirittura ad arrivare a dire stronzate del tipo che gli altri italiani, compatrioti, avrebbero pessima considerazione di noi. Qualcuno addirittura avrebbe insinuato che popolazioni nordiche, Germania in primis , rivendicano superiorità razziali. Ma queste idiozie da dove accidenti le tirate fuori. Idioti ! La sardegna è ITALIA , anzi è la prima storica regione italiana. Viva l'Italia tutta la vita
  • marquito 24/09/2016 03:59:49

    Zuncheddu, mi pare che Lei stia esagerando un pò. Ha dedicato una vera e propria tesi per rispondere a quella che a me è parsa solo una provocazione, tra l'altro legittima. Mi pare che non lontano da noi ci sia un gruppetto di isole (baleari) grandi quanto il medio campidano, che registrano fatturati turistici 10 volte tanto quelli dell'intera Sardegna. Qualcosa non va! Dobbiamo svegliarci tutti, enti locali in primis! Inoltre, la tesi sulla diversa antropologia, dove l'ha sognata? Vittimismo?
  • crobeiro 24/09/2016 00:19:34

    Che dire magistrale complimenti Signor Sergio Zuncheddu. Bello specialmente che per quello che ha scritto e che certamente pensa abbia fatto saltare un eventuale business, lo perdoni personalmente sa a volte il piemontese e falso e cortese.... A buon IMPRENDITORE poche parole
  • Fineddu 23/09/2016 23:37:26

    Caro Zuncheddu con Briatore è come sparare sulla croce rossa , credo che di persone cosi odiose ce ne siano poche. Tuttavia trovo la sua risposta (che non avrei certo pubblicato) un po furbetta e un po esagerata nelle ricostruzioni storiche. Non vorrei poi per salvare i sardi offendere i piemontesi che, Briatore a parte, sono persone corrette e generose. Giusto rispondere per le rime ad un cafone ma l'asciutezza nel parlare di noi sardi è a volte più incisiva.