Cronaca

Parola di donna: gli italiani fuggono alle Canarie, ma spesso non sono graditi

Domenica 14 Agosto 2016 alle 09:57


Una delle scritte "anti italiani" comparsi sui muri di una località delle Canarie

Chi non ha mai pensato alle Canarie come possibilità di svolta, di futuro luminoso, di paese incantato per tematiche care agli italiani come un fisco più disinvolto, il clima vacanziero, l’idea di ritmi meno pressanti?

Tenerife domina da sempre nei sogni del paese come terra promessa, non solo come parentesi di un breve soggiorno, ma come meta di sola andata.

E infatti negli ultimi anni almeno ventitremila italiani si sono trasferiti definitivamente in una delle sette isole Canarie, soprattutto tra Tenerife e Gran Canaria, ma c’è anche chi ha preferito la tranquillità di Fuerteventura o di Lanzarote.

Ogni mese sono centinaia i connazionali che sbarcano a Tenerife in cerca di occupazione o che hanno già le idee chiare su come avviare la propria attività commerciale: basta rivolgersi agli uffici della Polizia locale e farsi rilasciare il NIE una specie di partita IVA che non necessita nemmeno del casellario giudiziale.

Su internet e sui social sono tanti i blog e le pagine dedicate a questa ondata migratoria apparentemente troppo pacifica. In realtà da mesi, a spulciare bene tra le testimonianze in rete e dai resconti di chi torna in patria, non si ha una percezione così serafica dei nostri connazionali da quelle parti.

Tutto è nato poche settimane fa da una scritta di vernice nera comparsa su un muro poco lontano da Los Cristianos, "Fuera Italianos mugres" (intendendo per "mugres" "feccia" o "inutili"). Fuori gli Italiani.

La scritta è stata catturata da uno scatto, finito su una pagina Facebook con un commento inequivocabile: “Come dargli torto?”. E così ha cominciato a delinearsi una realtà tutt’altro che morbida nelle relazioni tra la comunità italiana e quella autoctona spagnola, con tanto di prese di posizione della stampa iberica, pronta a rilanciare i soliti pregiudizi che ci legano alla mafia e alla camorra, ma anche episodi poco edificanti riguardo a troppi connazionali scappati di casa per questioni legate ad Equitalia, problemi legali, riciclaggio di denaro sporco.

Alcuni italiani ben inseriti, oltre agli spagnoli stessi, si lamentano dei connazionali che “vanno a rubare il lavoro”, che nascondono traffici illeciti o che organizzano truffe. Le conflittualità sono evidenti: nascono da una visione idilliaca di quella che è la situazione effettiva del posto e inducono decine di persone ad andarci in massa.

Niente di diverso da quello che accade sulle nostre coste, certo in modo più violento, massiccio.

Ma la dinamica è più o meno la stessa. Chi parte sente il peso di una situazione sociale opprimente, che sembra azzerare ogni ipotesi di futuro e orizzonte e guarda altrove.

Ma anche le condizioni delle terre promesse si modificano in base agli equilibri che si vengono a creare, e le modifiche non sono quasi mai a vantaggio di chi arriva da fuori: per cui se all’inizio sembrava facile trasferirsi alle Canarie per trovare agevolazioni, oggi sicuramente le leggi di mercato sono diverse perché la domanda ha superato l’offerta.

Questo crea tensione naturalmente, scontri sociali, pregiudizi e la percezione degli spagnoli nei confronti della presenza italiana ha cominciato a nutrirsi di stereotipi.

“A casa loro” scrivono e dicono in tanti. Eppure gli italiani non s’imbarcano in massa su barconi pericolanti, ma arrivano con comodi voli di linea. Sperano in qualcosa di meglio, è evidente, spesso arrivano senza sapere la lingua e senza avere neppure un’idea di cosa fare.

Sono motivati dalla speranza (non sono certo oppressi dalla fame, ne dalla guerra ne dalla dittatura, non sono profughi). Eppure si tende ad avere un atteggiamento compassionevole, perché sono italiani come noi, “brava gente”. E quindi quel “a casa loro” e quel “ci rubano il lavoro” non piace.

Dovrebbe valere la stessa regola anche qui, quando ad arrivare sono gli altri, e si dovrebbe utilizzare sempre il rispetto per chi scappa da una situazione che percepisce disperata.

Certo, a voler pesare le due cose, Equitalia vale bene la nostra commiserazione, ma bombardamenti, stragi e guerre forse di più.

Patrizia Cadau

© Riproduzione riservata

Loading...
Caricamento in corso...

Scrivi un commento

Per inserire questo commento devi essere registrato a L'Unione Sarda.
Se sei già registrato, effettua l'accesso:

Non sei ancora registrato? Registrati ora!

Hai un account su Facebook? Puoi utilizzarlo per loggarti ai nostri servizi
Login con Facebook

L’Unione Sarda ha scelto di aprire i propri articoli ai commenti dei lettori con l’obiettivo di far crescere insieme questa community nel rispetto reciproco. La redazione si riserva pertanto il diritto di rimuovere i commenti che non rispettano le regole di un confronto libero e civile. L’Unione Sarda si riserva inoltre il diritto di segnalare alle autorità competenti eventuali abusi o violazioni.

41 commenti

  • gas_1973 14/08/2016 23:38:06

    Che strano, Eucalyptus scappa senza argomentare le sue precedenti illazioni? Diamine, da un commentatore così equilibrato non me lo sarei mai aspettato!
  • gas_1973 14/08/2016 22:43:26

    Dimenticavo: anche geograficamente e culturalmente. Vorrei infatti che qualche sardo che non si ritiene italiano mi spiegasse quali malcostumi italici mancano nella nostra bellissima isola. Per caso vi risulta che in Sardegna non vi siano mafia e corruzione? Se la pensate così fareste meglio qualche volta a uscire dal vostro nuraghe e guardarvi intorno. Oppure rimaneteci ed evitate di condividere col mondo esterno le vostre baggianate.
  • Eucalyptus 14/08/2016 22:38:21

    Con il commento di debeauvoir credo che si sia decisamente toccato il fondo. Buon ferragosto a tutti (gli altri).
  • gas_1973 14/08/2016 22:31:03

    nicogs, secondo me invece il sardo che è convinto di non essere italiano è di un'ignoranza sesquipedale tranquillamente paragonabile all'abitante del nord Italia che crede di essere padano. La Sardegna fa parte dell'Italia, storicamente e politicamente. Non vi sta bene? Rinchiudetevi in un nuraghe e abbiate almeno la coerenza di esprimervi in quella che ritenete sia la vostra lingua, perché non so se ti rendi conto ma è in italiano che stai scrivendo.
  • debeauvoir 14/08/2016 22:12:13

    @Eucaliptus la sua ignoranza è talmente becera che ci si chiede per quale ragione sia qui. E' potetulante, astioso, pieno di complessi d'inadeguatezza. sicuramente non sa leggere. Arrivederci. mi chiedo dove trovi la pazienza di rispondere cordialmente l'autrice. Che vergogna fare simili figure di fronte a persone che dimostrano spessore umano e tanta delicatezza.
  • Pat-Cadau 14/08/2016 22:07:45

    Inventato? ma la gravità di quello che sostiene, l'offesa, la deligittimazione di un 'attività ma come si permette? In maniera gratuita poi. ma vada a freqentare la scuola.
  • Eucalyptus 14/08/2016 22:05:02

    @nicogs non credo che Roberto Battiston, presidente dell’ASI, Associazione Spaziale Italiana, sia considerato un mafioso, così come Cristoforetti, Nespoli e Parmitano, astronauti italiani. Al nostro grande astronomo Schiapparelli è stato dedicato un cratere marziano e un lander montato sulla navicella spaziale Exomars che atterrerà su Marte a novembre. A Bepi Colombo, matematico, fisico ed astronomo è Stata dedicata una missione per lo studio del pianeta Mercurio. Tutti mafiosi?
  • gas_1973 14/08/2016 21:50:52

    Eucalyptus, non vedo l'ora che argomenti e ci spieghi perché mai questa sarebbe una storia senza capo né coda. Pendiamo tutti dalle tue labbra, facci ridere.
  • Eucalyptus 14/08/2016 21:21:46

    Cadau la smetta, basandosi su uno scarabocchio scritto da un imbrattamuri ha inventato una storia senza CAPO nè CODA.
  • nicogs 14/08/2016 21:09:03

    Il sardo che è convinto di essere italiano ci capisce ben poco. Purtroppo sono tanti e sono la rovina della nostra terra. Contesto il fatto che l'italiano mafioso sia uno stereotipo creato dagli spagnoli e ribadisco: dappertutto l'italiano è considerato un mafioso e con piena ragione. Per 1 sano ce ne sono 10 marci