Cronaca

Omicidio Fortuna, parla la mamma:
"Non voglio credere che ha subito abusi"

Martedì 03 Maggio 2016 alle 20:53


Domenica Guardato e il Marito Pietro Loffredo nello studio di Porta a Porta

"Quando me l'hanno detto, dai risultati dell'autopsia, che la bambina è stata abusata, non ci potevo credere. Lei raccontava tutto e non mi ha fatto mai capire che era successo qualcosa. La bambina si alzava col sorriso sulle labbra. Non ci ho mai creduto che mia figlia è stata abusata. Non ci posso credere, anche se lo dice l'autopsia".

Lo ha detto nel corso della registrazione di Porta a porta Domenica Guardato, la mamma della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni volata giù dall'ottavo piano il 24 giugno del 2014, nel Parco Verde di Caivano (Napoli).

"La sera la bambina si metteva in vasca per farsi la doccia e non ha mai manifestato dolori, ne sono testimone", ha aggiunto il nonno, Vincenzo Guardato, presente in studio. "L'autopsia parla di una violenza anale, io come potevo accorgermene in quindici giorni?", ha sottolineato la madre, insistendo più volte su questo aspetto temporale, lasciando intendere che solo da poco la bimba abitasse lì con i nonni insieme a lei.

Domanica Guardato, madre di Fortuna Loffredo
Domanica Guardato, madre di Fortuna Loffredo

"Noi quel giorno - ha raccontato - eravamo andati al centro di riabilitazione. La bambina faceva terapia di psicomotricità, si doveva calmare un pochino". Il motivo per cui frequentava il centro, ha spiegato il nonno, era che "non parlava bene, non si esprimeva bene. Allora gli assistenti sociali le hanno dato quella curetta per cercare di farla parlare".

Ma "la bambina - ha detto la madre - non era nervosa, era solo troppo reattiva". Ma, ha spiegato, "era felicissima, al mattino si svegliava sempre col sorriso". Alle obiezioni degli ospiti in studio, ha risposto: "Se dico che mia figlia era felicissima, mia figlia era felicissima. Se avessi visto qualcosa e saputo che qualcuno le aveva fatto qualcosa, l'avrei ucciso".

Domenica Guardato con Bruno Vespa a Porta a Porta
Domenica Guardato con Bruno Vespa a Porta a Porta

"Quelle volte che l'ho vista non mi è sembrata nervosa", ha raccontao Pietro Loffredo, il padre. "Io - ha spiegato - sono stato in carcere otto anni e mezzo, la condanna era di dodici. Aveva sei anni mia figlia quando è morta nel 2014. Io l\ho vista cinque o sei volte in permesso premio, ogni volta avevo quattro o cinque giorni. Mia figlia non mi conosceva. Mio figlio, che ha undici anni, ancora oggi mi dice "papà è poco tempo che ci conosciamo". Quando le ho detto "sono il papà" non ci credeva. L'ultima volta mi ha dato un abbraccio fortissimo e io ho pensato che lei aveva capito che ero il padre"

Quel 24 giugno 2014, ha raccontato la mamma, tornati dalla psicomotricità, "l'altro mio figlio piccolino voleva una pizzetta e siamo andati al bar. Poi siamo saliti su a casa. Eravamo io, Chicca (Fortuna, ndr) e l'altro mio figlio. La bambina - ha proseguito il racconto - si scioglie i capelli, fa una corsa fuori al corridoio, va nel frigo, si fa una bevuta d'acqua e dice "vado su a giocare con la mia amichetta". E' andata al settimo piano, a casa dell'amichetta".

Pietro Loffredo
Pietro Loffredo

Fortuna e la sua famiglia vivevano al sesto. "Poi - ha continuato la madre - mi ha chiamato il papà di mio figlio dicendo "scendi scendi Chicca è andata giù".

L'amichetta di Fortuna era la figlia di Marianna Fabozzi, la compagna di Raimondo Caputo, l'uomo finito in carcere con l'accusa dell'omicidio. La bambina poi è morta volando giù dal tetto terrazzato dell\'edificio, all'ottavo piano. "Loro - ha proseguito la donna - hanno mentito quattro o cinque volte. Prima hanno detto che la bimba non è entrata mai in casa da loro perché non aveva le scarpette, poi che non è entrata perché avevano lavato il pavimento, poi che era entrata ma se n'era andata dopo un po'". "Ho sempre sospettato - ha raccontato - fin dall'inizio che mia figlia me l'hanno ammazzata, che non si sarebbe mai buttata nel vuoto. Dentro di me, ho sempre sentito questa sensazione". Ma agli abusi "non ci ho mai creduto", ha risposto a Bruno Vespa, che le chiedeva se l'omicidio fosse collegato secondo lei alle violenze sessuali documentate dall'autopsia. "Se qualcuno ha visto o sentito - è l'appello lanciato dalla donna davanti alla telecamera - aiutatemi a fare luce su questa storia. Mia figlia amava la vita, da quel 24 giugno tutti i giorni mi chiedo il perché. Ma risposte non ne ho".

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3 commenti

  • piereddu49 06/05/2016 07:40:17

    Io son decisamente contrario che la t.v per una ragione di ascolto dia in pasto alle persone solo trasmissioni violente,che paga salatamente,come l'intervista alla figlia del boss.Solo vomitevole.Pensate che durante la registrazione dura ore con la mamma della piccola sfortuna perchè solo così possiamo chiamare la Bimba sfortunata di avere avuto una madre senza cuore.e durante la registrazione veniva sottoposta a vari controlli di trucco e rossetto,L trasmissione a questi livelli va censurata
  • Sono 04/05/2016 13:29:46

    Non ho visto e non vedo per scelta la trasmissione di cui si parla nell'articolo, ma le parole della mamma e dei parenti della piccola sventurata Fortuna sono sfacciatamente ipocrite. Mi piacerebbe sapere quanto denaro la TV di stato ha elargito a costoro per questa deplorevole sceneggiata. Punto.
  • cicciobello7 04/05/2016 04:13:46

    mmm non mi convince il fatto che nessuno sapeva