Cronaca

Infezioni batteriche, gli antibiotici sempre meno efficaci: importante scoperta di un gruppo di ricercatori dell'università di Cagliari

Mercoledì 27 Aprile 2016 alle 10:40 - ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Aprile 2016 alle 13:22


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Sempre più batteri resistono agli antibiotici in commercio. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l'allarme: "Siamo in un’era in cui infezioni comuni o lievi ferite possano rivelarsi letali".

Per questo assume una particolare importanza la scoperta di un gruppo di ricercatori del dipertimento di fisica dell'università di Cagliari guidato Paolo Ruggerone che da circa 10 anni lavora su alcune proteine coinvolte nei meccanismi di resistenza batterica.

Il gruppo ha preso parte di recente a tre studi, pubblicati in poco più di un anno sulla prestigiosa rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America). Il gruppo ha fatto da collante fra studiosi delle Università di Birmingham (Regno Unito), Berkeley (USA), Francoforte e Brema (Germania), e un’azienda farmaceutica, la Microbiotix Ltd. (USA). Le ricerche hanno riguardato i sistemi di efflusso batterico, veri e propri “cannoni molecolari” che possono espellere antibiotici presenti all’interno del batterio, impedendogli così di raggiungere i loro bersagli ed esercitare l’azione antibatterica.

Si tratta di macchine proteiche particolarmente complesse, capaci di espellere decine e decine di composti chimicamente differenti, e come tali sono fortemente coinvolti nell’insorgere del preoccupante fenomeno della multi-resistenza batterica, la resistenza dello stesso batterio a diverse famiglie di antibiotici. Su questi sistemi i ricercatori del Dipartimento di Fisica hanno fornito il loro contributo tramite simulazioni al computer. Il primo studio ha rivelato i dettagli molecolari alla base del meccanismo di multi-resistenza in un isolato clinico del batterio Salmonella aenterica. In un secondo lavoro il dott. Attilio Vittorio Vargiu (che fa parte del gruppo del prof. Ruggerone), in collaborazione col prof. H. Nikaido (Università di Berkeley), uno degli esperti mondiali in questo campo, ha analizzato il funzionamento di possibili inibitori dei sistemi di efflusso, cioè di molecole in grado di ostacolarne il funzionamento, ripristinando così l’efficacia degli antibiotici. Sempre gli inibitori sono stati l’oggetto del terzo lavoro, di cui il dr. Vargiu è anche tra i corresponding authors. Qui sono state razionalizzate le ragioni microscopiche alla base della differente efficacia di una serie d’inibitori sviluppati dalla Microbiotix Ltd.

Vargiu e Ruggerone sono coinvolti nel consorzio Translocation attivo nell'ambito dei progetti europei Innovative Medicines Initiative e Marie-Curie Training Network. Queste due iniziative mirano a una conoscenza dettagliata dei meccanismi microscopici che influenzano il passaggio degli antibiotici attraverso la membrana batterica e vedono anche il forte coinvolgimento del prof. Matteo Ceccarelli, sempre del Dipartimento di Fisica.

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