Cronaca » Decimomannu
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Scandalo Aias, parla l'infermiera
che ha denunciato i colleghi

Martedì 16 Febbraio alle 09:58 - ultimo aggiornamento alle 10:38


Avrebbero maltrattato, picchiato e umiliato in modo "continuo e sistematico" gli ospiti della struttura psichiatrica convenzionata in cui lavoravano.

Per questa ragione alcuni operatori del centro Aias di Decimomannu sono finiti nel mirino dei militari del Comando provinciale dei carabinieri e del Nas di Cagliari che hanno notificato in tutto 14 misure cautelari di sospensione per sei mesi dell'esercizio del pubblico servizio, come deciso dal Gip (per alcuni degli indagati il pm aveva invece chiesto l'arresto).

Le accuse vanno a vario titolo dall'omissione di atti d’ufficio, ai maltrattamenti, alle percosse, alle lesioni personali e all'omissione di referto.

Tra gli indagati - accusati di omissione di atti d'ufficio - anche l'ex consigliere regionale Vittorio Randazzo, proprietario insieme ai familiari delle strutture Aias in tutta la Sardegna, e la responsabile del centro di Decimo Sandra Murgia. Secondo le accuse, pur consapevoli dei gravi problemi esistenti all'interno della struttura, non avrebbero preso i provvedimenti adeguati.

Un momento del blitz in corso
Un momento del blitz in corso

I VIDEO - Durante indagini, iniziate a fine 2014 dopo una segnalazione, sono stati girati anche dei filmati con delle telecamere nascoste. E proprio dai video choc diffusi dai carabinieri è arrivata la conferma ai terribili sospetti.

L'ingresso del centro Aias (foto Deidda)
L'ingresso del centro Aias (foto Deidda)

Le vittime delle angherie sono tutte persone adulte "con certificate, gravi e croniche forme di disabilità psicofisica, stabilmente alloggiate nella struttura".

Un paziente viene buttato a terra e picchiato
Un paziente viene buttato a terra e picchiato

I NOMI E LE ACCUSE - Ecco i nomi degli indagati e le accuse contestate:

Vittorio Randazzo (Cagliari) - direttore amministrativo Aias: omissione d'atti d'ufficio;

Sandra Murgia (Dolianova) - responsabile centro Aias Decimomannu: omissione d'atti d'ufficio;

Pierluigi Mei (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Maurizio Girina (Uta) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Elsa Giorgi (Aritzo) - educatrice: maltrattamenti in famiglia;

Roberto Cannavera (Dolianova) - infermiere professionale: maltrattamenti in famiglia e lesioni;

Luigi Lobina (Iglesias) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia e lesioni;

Eugenio Ena (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Tiziana Meloni (Decimomannu) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Sonia Piroi (Iglesias) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Vanessa Zanda (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Carlo Pintus (Iglesias) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Sandro Gambicchia (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Sabrina Carta (Domusnovas) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia.

L'INCHIESTA - L'inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Liliana Ledda e i video finiti nel suo fascicolo sono molto espliciti. Non si parla solo di maltrattamenti fisici ma anche psichici: i militari hanno accertato che nel centro Aias uomini e donne venivano spogliati completamente e lavati assieme, dentro lo stesso bagno, in totale promiscuità (ascolta il racconto choc del comandante del Nas).

Uno degli episodi di maltrattamenti documentati dai Nas
Uno degli episodi di maltrattamenti documentati dai Nas

L'indagine era partita dalla denuncia di una dipendente dell'Aias all'Ispettorato del Lavoro: aveva presentato un esposto lamentando mesi di mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti. Ma dagli accertamenti di carattere amministrativo erano emersi anche altri inquietanti particolari, che hanno poi portato all'avvio dell'inchiesta penale per maltrattamenti.

Qualcuno però si era accorto che nella struttura qualcosa non andava, come racconta questa testimone intervistata da Gianluigi Deidda che ogni mattina sentiva le grida e i lamenti dei pazienti.

<|VN-468793-Decimo, maltrattamenti ai pazienti psichiatrici: parla una testimone|>

PARLA L'INFERMIERA CHE HA DENUNCIATO I COLLEGHI - È il volto pulito, onesto e buono di una vicenda drammatica. Anna Paola Tuveri è l'operatrice socio sanitaria che ha denunciato tutto alla Procura dando il via all'inchiesta sul centro Aias di Decimomannu sfociata nelle quattordici ordinanze di sospensione per sei mesi dell'esercizio delle pubbliche funzioni.

In una breve telefonata all'Unione Sarda ("Capitemi, per me è un momento difficile") spiega di aver raccontato tutto perché soffriva "parecchio" nel vedere certe cose. Non è pentita: "Era giusto farlo, certo era giusto farlo". Lavora lì da più di vent'anni (è ancora in servizio nel centro Aias) ama il suo lavoro e i suoi pazienti. La sua denuncia ha aiutato tanti malati indifesi a uscire dall'inferno e a riconquistare la loro dignità di esseri umani.

Video: Scandalo Aias, parla l'infermiera che ha denunciato i colleghi

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Nella struttura di Decimomannu invece nessuno dei dipendenti vuole commentare l'accaduto; guarda il video di Gianluigi Deidda

Video: Scandalo maltrattamenti Aias, il silenzio dei dipendenti

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IL CODACONS - Sul caso interviene anche il Codacons secondo cui "in Italia si sta registrando una vera e propria escalation di violenza all’interno di case di cura e strutture sanitarie che ospitano disabili e anziani".

Secondo il presidente dell'associazione Carlo Rienzi l'ennesimo caso "pone seri interrogativi su come operano tali strutture e il personale che vi lavora, anche se il vero problema è che mancano controlli e verifiche periodiche che accertino la qualità del servizio reso e il rispetto dei diritti dei pazienti. Serve incrementare la vigilanza con ispezioni continue e attente verifiche sul personale, affinché simili episodi non si ripetano più".

PARLA IL PADRE DI UNA PAZIENTE - Il racconto del padre di una donna ricoverata all'Aias.

Video: Aias, parla il padre di una paziente

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UN PAESE SOTTO CHOC - La notizia dell'inchiesta per maltrattamenti al Centro Aias si sapeva da oltre un anno, ma il video diffuso dai carabinieri ha scioccato la comunità.

"Non entro nel merito dell'inchiesta - dice il sindaco Anna Paola Marongiu - è un momento tristissimo per tutti".

Video: Decimomannu, inchiesta sull'Aias

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IL MINISTRO LORENZIN - "Nessuna tolleranza verso gli operatori di strutture socio assistenziali che maltrattano anziani, disabili e malati. I Carabinieri del Nas stanno lavorando in modo straordinario, con controlli quotidiani che rendono di grande efficacia la task force che abbiamo istituito nel luglio del 2013 al ministero".

Lo dichiara il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dopo i 14 provvedimenti di sospensione per gli operatori dell'Aias di Decimomannu, protagonisti di maltrattamenti a danno dei malati.

"Le indagini su una singola struttura - prosegue Lorenzin - hanno fatto luce su questi comportamenti di inaudita gravità, mentre in tutta Italia proseguono controlli e perquisizioni. Con la task force i cittadini hanno trovato un punto di riferimento. Le segnalazioni che arrivano su presunti abusi sono testimonianza della fiducia che nutrono nelle istituzioni e nel lavoro dei Nas, che ancora una volta ringrazio per il grande impegno. Come già ricordato lo scorso 8 febbraio, in seguito ad una analoga operazione condotta in una residenza per anziani, auspico l'accelerazione dell'esame al Senato del Ddl che porta il mio nome e che, tra i provvedimenti, prevede l'aumento di un terzo della pena per gli autori di abusi nei confronti degli ospiti delle strutture socio sanitarie".

"Dopo migliaia di controlli effettuati in oltre due anni di lavoro, credo sia quello - conclude il ministro della Salute - un altro provvedimento importantissimo che dobbiamo" attuare "a difesa dei cittadini più fragili".

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84 commenti

  • cicciobello7 18/02/2016 04:50:14

    Signora Tuveri , ha fatto bene non denunciare sarebbe come essere complici di questa gente , Chiedo a tutti i familiari delle vittime di offrire alla signora tuveri protezione , e sostegno per evitare ritorsioni da parte di questa vigliacchi , Guardatevi allo specchio e sputtatevi in faccia bestie che se la prendono contro persone che hanno gia la vita distrutta dalla disabilita' . Spero vi licenzino tutti e zero disoccupazione perche meritate
  • pirasbeppe 16/02/2016 19:01:59

    Un plauso alla Signora Tuveri per il coraggio nell'aver segnalato quanto accadeva nella struttura. Adesso bisogna starle vicini perché ha pestato di brutto il sistema!! Grazie Anna Paola da Beppe di Alessandria
  • MIMMO50 16/02/2016 18:47:09

    troppo facile fare i guappi contro persone inabili sia mentalmente che fisicamente!VERGOGNA !! pena esemplare x questa feccia....
  • pulpul 16/02/2016 17:00:57

    ditelo a Nostrum che il "signor" randazzo è della corrente politica che a lui piace tanto!!! Massima solidarietà con i pazienti e con i loro parenti e punizioni esemplari per questi violenti.
  • tanosin 16/02/2016 16:06:33

    come qualcuno ha già scritto, avremmo la necessità di vedere la facce di questi schifosi personaggi. purtroppo non sono in galera ma sono comunque pericolosi.
  • kripto79 16/02/2016 15:44:38

    (continua) ma in strutture con pazienti ben diversi (basterebbe rileggersi i vecchi articoli). Poi se user217028 ha tanto astio non lo so. Ci sono ottimi professionisti ed centri d'eccellenza ora non è che si fa di tutta l'erba un fascio. Lo dimostra l'infermiera che ha sporto denuncia. Piuttosto nessuno dice che (come per certi anziani) son le stesse famiglie a non vedere l'ora di liberarsi di familiari "scomodi" che spesso non vanno nemmeno a trovare abbandonandoli al loro destino.
  • kripto79 16/02/2016 15:39:35

    La situazione è gravissima ma come al solito si degenera in commenti fuori luogo (perchè anche chi commenta forse non sa leggere). Medici che piagnucolano? Lauree? Ma di cosa parlate? Gli indagati a parte i 2 dirigenti, sono quasi tutti OSS (titolo ottenibile con un banale corso di formazione professionale), 1 infermiere (laurea), 1 educatore (laurea). Medici inquisiti non ce ne sono. I medici che "piagnucolano" come dite voi non lavorano in un centro di quel tipo.
  • rosalux 16/02/2016 15:01:21

    Mi pare strano che nessun parente abbia avuto un qualche sospetto su queste atrocità. In genere, anche se queste povere creature sono dei malati mentali, la sofferenza è difficile nasconderla e un parente un po' accorto avrebbe dovuto avere dei sospetti. E' anche strano che nel paese nessuno sapesse nulla, certe notizie soprattutto in centri non tanto grossi in qualche modo trapelano. Comunque sia, è scandaloso che questi aguzzini siano a piede libero, perchè bisognava arrestarli seduta stante.
  • user217051 16/02/2016 14:59:10

    A quando il licenziamento in tronco senza se e ma
  • whololo 16/02/2016 13:21:03

    2002 B. Randazzo, padre ex DC, condannato per appropriazione indebita (non per truffa e ass a delinquere). l'Aias spese 10 miliardi per l'acquisto di alcuni immobili e altri 30 per realizzare diverse opere pubbliche e i dipendenti senza stipendio. tanto per ricordare...