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La lettera del giorno: "Suinicoltura, quella legge che mortifica una tradizione"

Giovedì 30 Agosto alle 11:39


Immagine simbolo

Pubblichiamo oggi la lettera di un allevatore sardo relativa alla nuova legge regionale sulla suinicoltura.

***

"Gentile redazione,

agosto è mese di ferie e di sorprese, di relax e di rabbia, paradosso che puntualmente si è verificato anche quest'anno quando i nostri politici regionali, in sordina, hanno deciso che nessun piccolo allevatore di suini ad uso familiare possa tenere oltre quattro femmine senza un verro, per il quale, volta per volta, dovrebbero rivolgersi ad un allevatore autorizzato.

È questa una legge che, anziché tutelare i coltivatori e allevatori che per passione, amore per gli animali o per arrotondare una povera pensione di cinquecento euro senza vitalizio si dedicano a questa attività, li mortifica.

Un provvedimento che dice addio ad una tradizione millenaria fatta di condivisione, generosità, incontri conviviali e molto altro.

La Regione che dice di voler salvaguardare la lingua sarda, con questo provvedimento la svuota di significato perché se a una lingua togliamo il retroterra economico, sociale e culturale in cui si sviluppa diventa astratta, Esperanto.

È patetica inoltre, e suona come un oltraggio all'intelligenza dei sardi la giustificazione che viene data al provvedimento in questione, che preserverebbe dalla peste suina il territorio nonché la razza autoctona.

Al contrario essa crea un cartello dei grossi allevamenti autorizzati alla vendita dei verri, questi sì invece, selezionati al massimo con buona pace della razza nostrana".

Enzo Murgia - Seulo

 
Legge regionale sulla suinicoltura: tra bocciature e tutele

 
l assessore pier luigi caria
Maialetto sardo, le polemiche: "Una bufera in un bicchier d'acqua"

***

Potete inviare le vostre lettere e segnalazioni a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.

(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che denunciano disservizi o anomalie e non necessariamente ne condivide il contenuto)

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20 commenti

  • Gose 05/09/2018 13:30:57

    Cinico e crudo: soltanto uccidendo un animale, provando sul proprio intimo le emozioni che da questo gesto, l'umanità riuscirebbe a capire che il cibo è un bene prezioso da non sprecare. Troppo facile prendere le fettine incellophanate e pazienza se una la butto... il cibo diventa un prodotto usa e getta, se ognuno dovesse uccidete per mangiare ci sarebbero meno sprechi... Io l'ho fatto e ora rispetto molto di più il cibo
  • Giano 04/09/2018 14:17:41

    Gose, va bene, purché il vino sia cannonau di almeno 14 gradi. Lo confesso, guardando il musetto simpatico di quel maialetto, anche se morissi di fame, non avrei mai il coraggio di ammazzarlo. Ecco perché non potrei mai fare l'allevatore o il macellaio. Nessuno è perfetto.
  • Peppa_Piga 04/09/2018 13:29:49

    Ajò! Organizziamo a sa facci dei is pollitticusu invidiosusu!
  • Gose 04/09/2018 07:28:54

    Giano oppure Peppa, quando mi invitate a pranzo? Dei pottu su binu
  • Giano 31/08/2018 18:25:36

    @Peppa_Piga, dici a me? Ho detto forse che i tuoi maiali sono sporchI o che sono trattati male? Ma tu stai rispondendo a me o ad altri? Cosa significa "Mi spiace per te"; cosa ho detto di così strano? Boh...
  • Peppa_Piga 31/08/2018 16:59:10

    Giano mi spiace per te, io a casa lho sempre mangiato e continuo a mangiarlo tuttora, mio padre li ha tutti in regola, registrati e marchiati, viene il veterinario a fare i suoi prelievi e ti assicuro che non siamo mai stati male in casa, siamo cresciuti con la nostra carne e insaccati! Se vai nel porcile lo trovi pulito come una sala operatoria, la carne non puzza del letame e non mangiano avanzi o schifezze. Bisogna avere criterio e pulizia, pensare che quello che si alleva poi si mangia
  • Giano 31/08/2018 13:46:31

    Chi non lo ha conosciuto (credo la stragrande maggioranza) non dovrebbe nemmeno parlare di porchetto sardo. Forse non sa di cosa parla. E’ come confondere il caviale con le uova di lompo. Con tutto il rispetto per gli allevatori (forse si salvano quelli delle zone interne dell’isola, dove i maiali sono ancora allo stato brado o quasi, e magari incrociati con cinghiali). Dopo aver distrutto il passato ora si cerca, inutilmente, di recuperare ciò che è perduto per sempre. Il classico senno di poi.
  • Giano 31/08/2018 13:43:02

    Il maialetto da latte sardo (fino agli anni ’60, quasi tutti lo allevavano in casa, anche noi) doveva pesare 5/6 kg; non quei maiali da 8/10 Kg. che in macelleria spacciano per porchetto da latte. Ricordo il rito della cottura lenta, dopo averlo lavato col suo sangue, rivedo il colore rossastro della cottura al punto giusto, ne sento il sapore, il profumo inconfondibile che riempiva la casa. la consistenza della cotenna sotto i denti e la carne così tenera che si scioglieva in bocca, Scomparso.
  • Giano 31/08/2018 12:59:14

    @Gose. La Regione mi ricorda il classico Ufficio complicazioni affari semplici. Ma anche peggio, perché molto spesso queste complicazioni hanno uno scopo preciso, ma nascosto e non facilmente individuabile; favorire gli amici.
  • Gose 31/08/2018 11:52:29

    Giano se vuoi una risposta vai alla regione, loro sapranno la correlazione tra suini è lingua sarda... Secondo me questa storia del.proibire gli allevamenti si dissolverà.... Era già così più o meno già prima.... E inzandus? Ma lassamí perdi o regione Sardegna