#CaraUnione

La lettera del giorno: "Che fare quando i tuoi cari sono schiavi dei social network?"

Domenica 26 Agosto alle 12:07


Pubblichiamo oggi la riflessione di un lettore sulla realtà, sempre più dominata dai rapporti virtuali e digitali, e il conseguente senso di smarrimento che spinge molte famiglie verso il baratro dell'indifferenza.

***

"Gentile redazione,

da un po' di tempo disertavo la chiesa d'un paese che mi è caro, nel Cagliaritano.

Antica, monumentale, accoglie i fedeli con imponente benevolenza.

L'ho rivisitata di recente.

Sul leggìo vicino all'ingresso è aperto un grande quaderno dalla copertina scura: anelloni di metallo tengono insieme pagine bianche, che vengono aggiornate di continuo.

Vi lasciano messaggi i fedeli, e il racconto popolare va avanti incessante: confessioni di debolezza, richieste disperate d'aiuto, tracce d’intimi affanni, ringraziamenti commossi per una preghiera esaudita.

Guardando la documentazione degli ultimi mesi, ho trovato tante richieste disperate d'aiuto, e molte scritte in una lingua italiana stentata, non certo appartenente a persone nate e cresciute nel nostro Paese.

Una ha però attirato, in particolare, la mia attenzione: era di un marito, che invocava maggiori attenzioni dalla moglie sempre impegnata sui social network.

Seguivano altre quattro frasi, scritte da altrettante persone che condividevano lo stesso stato di distacco, in famiglia, causato da questa giungla di relazioni, per lo più virtuali, cui manca il colore dell'umanità autentica.

Non che questa sia una scoperta. Ma credo che sia un tema di seria riflessione.

A partire proprio dalla Chiesa: che dovrebbe offrire in ogni edificio sacro ai fedeli (e ai non fedeli) la presenza d'un quaderno dalla copertina scura con anelloni di metallo che tengono insieme pagine bianche pronte da riempire. Ma soprattutto, dovrebbe conservarne i capitoli, facendo in modo che qualcuno li legga con misericordia e, quand'è possibile, ne rintracci gli autori alleviandoli dal castigo dell'indifferenza".

Massimo Cocco - Cagliari

***

Potete inviare le vostre lettere e segnalazioni a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.

(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che denunciano disservizi o anomalie e non necessariamente ne condivide il contenuto)

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6 commenti

  • Clausdieter 27/08/2018 12:18:40

    Quei "profeti" che hanno fatto l'invenzione per migliorare il futuro (creando un mercato nuovo, miliardario) non hanno fatto i conti con il cervello umano che è rimasto all'era della clava. Così vanno in giro e così guidano anche le macchine!
  • Vic80 27/08/2018 09:10:19

    Buttate a mare i cellulari etc!Vita virtuale gente fallita! Dove sei ,cosa fai, sono a, stiamo , sono...in etc...Ma bah
  • user214759 27/08/2018 00:52:28

    La mancanza di interessi, di hobbyes, di impegni e piattezza mentale portano a tali risultati.
  • Panis01 27/08/2018 00:02:27

    Che tristezza!!! Siamo talmente inghiottiti da questi piccoli oggetti tecnologici che non ci accorgiamo di aver perso il contatto con la realtà, quella vera, e quando una persona non si adegua a certe moderne abitudini nota prima degli altri l'indifferenza delle persone che la circondano. Ritengo che la condivisione in anonimato del proprio disagio in un quaderno di pubblico dominio sia come recarsi da un analista per curare la propria psiche. Coraggio "Umano", è tua moglie che si deve curare.
  • Pietropaolo2 26/08/2018 15:56:15

    son quasi tutti comatizzati dal cellulare al punto da rischiare la vita perchè assorti nel leggerlo persino mentre attraversano fuori dalle strisce e dando spalle al senso di marcia. per me comunque il 99% di questi non sono malati, ma semplicemente fessi
  • Giano 26/08/2018 12:37:41

    La presenza di quei quadernetti neri dove le persone lasciano pensieri come quelli, invece che confidarsi con familiari, parenti, amici, come succedeva da sempre in una comunità che si reggeva sulle relazioni sociali (reali, non virtuali), significa che la gente è fuori di testa, ha perso il senso della realtà. E denota un gravissimo problema di totale solitudine sociale. Preparatevi perché il futuro sarà sempre peggio. E non avrete nemmeno il tempo di scrivere i pensierini sul quadernetto nero.