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Muravera: sedici etnotraccas domenica alla sagra degli agrumi

Il giogo di buoi, utile mezzo di trasporto di una vita contadina passata, viene oggi riproposto, adornato con ghirlande di fiori, agrumi e preziosissimi tessuti, a rappresentare i momenti di festa paesana. I gioghi sono adornati dal Sig. Giuseppe Frau di Villasimius, da Anna Marongiu di Villaputzu e da Luigi Mereu di Sinnai. Le etnotraccas sono ricostruzioni di attività tradizionali e scene di vita quotidiana legate al nostro passato e sono una delle attrazioni principali della Sagra degli Agrumi: gruppi di appassionati lavorano incessantemente da mesi per dar vita a ricostruzioni fedeli e minuziose di antichi mestieri, usi e costumi caratteristici dei nostri paesi, dal lavoro nei campi alla vita familiare. Saranno 16 le etnotraccas che si contenderanno il premio “etnotracca dell’anno 2010”, provenienti, non solo da tutto il Sarrabus, ma anche dal Gerrei e dalla vicina Ogliastra. Svariati i temi proposti: “Su Trigu” e “S’Axriola” di Giorgio Mattana- Muravera, hanno come oggetto la riproduzione minuziosa dei lavori della mietitura del grano e dell’aia; “Sa festa ‘e s’Arangiu” di Usai Tonello & Coop. Agrumicola del Sarrabus- Muravera, riproduce un carro simile a quelli che venivano allestiti nelle prime edizioni della Sagra; “Su Buttaiu” di Matteo Serpau- Muravera, l’arte del bottaio dedita alla costruzione dei tini e botti per il vino; “Su Beranu” di Corrado Sanna- Muravera, propone una rivisitazione dei lavori tradizionali che abitualmente si svolgevano durante la primavera (beranu); “Fendi is candeasa de stiarica” di Marco Pilia- Villaputzu rappresenta la lavorazione della cera d’api per la realizzazione delle candele; “Sa saba de arangiu” di Marco Pilia- Villaputzu mostra la lavorazione delle arance al fine di ottenere la sapa, ingrediente fondamentale per la realizzazione di alcuni dolci tipici; “Trabballendi sa stoia e su giuncu”- Proloco Villaputzu, descrive la lavorazione della tifa (erba lacustre) e del giunco, materiali semplici che sapientemente e abilmente lavorati, si trasformano in oggetti di uso comune; “Preparendi sa doda”- Proloco Villaputzu, sulla preparazione del corredo della sposa con i preziosi manufatti ricamati e tessuti secondo tradizione; “Fendi is culurgiones e sa coccoi prena” di Marcello Laconi- Jerzu, propone la preparazione di piatti tipici quali i ravioli e il pane ripieno di patate; “Su concia peddisi”- Proloco Castiadas, l’antica arte di conciare le pelli animali per ottenere il cuoio destinato alla creazione di manufatti utili per la vita quotidiana; “La lavorazione della lana” di Anna Marongiu- Villaputzu propone le fasi della lavorazione e trasformazione della lana di pecora; “Su forru’e sa cracina” di Michela Pilia- Muravera, viene eseguita la complessa procedura per l’ottenimento della calce; “Su nassargiu” di Luisa Lai- Ballao, verrà ricostruito il sistema di pesca alle anguille con le nasse; “Su manixiu de su pastori” di Francesco Lussu- Ballao, il duro lavoro del pastore dalla cura del gregge, alla lavorazione del latte e del formaggio; “Su manixiu de su crabonaiu” de Is Piccioccusu de Murera- Muravera rappresentano il metodo utilizzato per la produzione del carbone. Anche le vecchie cortes delle case padronali rivivono l’antico splendore grazie all’Associazione Culturale La Forgia, che curerà anche quest’anno l’allestimento dei portoni e dei cortili (Is fainas in domu) che si affacciano sulla via Roma attraverso la ricostruzione di laboratori artigiani e l’offerta di degustazione di prodotti tipici

 
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