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Santa Giusta, archeologi in festa
Ritrovato un bronzetto nuragico

Santa Giusta, archeologi in festa Ritrovato un bronzetto nuragico Un bronzetto nuragico tra le fondamenta del Ponte romano di Santa Giusta

Un bronzetto nuragico tra le fondamenta del Ponte romano di Santa Giusta, a pochi chilometri da Oristano.

L'eccezionale scoperta risale ad un mese fa ma la notizia, accompagnata dalle relative fotografie, ha già fatto il giro della comunità scientifica internazionale e stamattina è stata presentata nella sala consiliare del Comune di Santa Giusta. Il bronzetto è alto 17 centimetri, ma nel suo piccolo è uno dei più grandi bronzetti nuragici conosciuti. Altre due particolarità rendono la scoperta "eccezionale" e "straordinaria". La prima è che rappresenta una figura umana seduta (quasi certamente un sacerdote) e che di queste "figurine assise" come le chiamano gli archeologi ne sono state trovate finora solo altre tre. La seconda particolarità è che costituisce, come si esprimo gli archeologi, "uno dei più cospicui esempi di bronzi mediterraneizzanti prodotti presso le comunità sarde in contatto con le popolazioni levantine, fenici, siriaci (aramei) e ciprioti". Questo spiega l'interesse già dimostrato dagli archeologi di mezza Europa e non solo. Il bronzetto, hanno spiegato gli archeologi Emina Usai, Alice Meloni, Paolo Bernardini e Raimondo Zucca, risale alla prima età del ferro (circa ottavo secolo avanti Cristo) e proviene quasi certamente da un santuario nuragico (forse un pozzo sacro) che sorgeva non lontano dall'attuale Ponte romano e forse demolito proprio per utilizzarne le pietre nella costruzione del ponte. Lo scavo archeologico era finalizzato proprio alla messa in luce delle fondamenta del Ponte romano di Rio Palmas sulle rive dello stagno di Santa Giusta ed è stato finanziato nell'ambito del Progetto Archeo3, che ha anche una grande valenza sociale. Ai lavori di scavo, assieme agli archeologi della Soprintendenza di Cagliari e Oristano e dell'Università di Sassari, assieme a una decina di disoccupati di Santa Giusta hanno partecipato anche due detenuti della Casa circondariale di Oristano e complessivamente, nel progetto, avviato nel 2008, sono stati coinvolti una trentina di detenuti.

 
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