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Guerra del calcio ai tifosi violenti
Obbligatorio "delegato alle curve"

Guerra del calcio ai tifosi violenti Obbligatorio "delegato alle curve" L' ultra' serbo, Ivan Bogdanov

Stop all'omertà, attenuanti per i club virtuosi e per sradicare i rapporti malsani società-ultrà arriva, obbligatorio, un delegato alle curve.

Non è una rivoluzione copernicana, ma dopo i fatti di Genova con i supporter rossoblù padroni di spalti e campo, la Figc prova a correre ai ripari con una stretta anche normativa sul tema della legalità e della sicurezza: la lunga riunione a via Allegri, in gran parte assorbita dalle questioni dell'iscrizione ai campionati, doveva occuparsi però d'urgenza del caso di Marassi. I provvedimenti adottati passano dal rafforzamento delle sanzioni in caso di omessa denuncia per contrastare l'omertà alla valorizzazione del sistema delle esimenti e delle attenuanti per le società in regola con i modelli organizzativi su cui federazione e leghe si sono già messe al lavoro. Tra le novità, ma solo perché diventa obbligatoria e rientra nei requisiti per ottenere le licenze nazionali, la figura del delegato che ogni club (dalla A alla Lega Pro) dovrà nominare entro il prossimo 31 luglio chiamato a tenere i rapporti con le tifoserie, referente degli organismi federali. "I rapporti tra club e tifosi non vengono impediti - ha spiegato il presidente federale, Giancarlo Abete - ma non devono esserci scambi di ordine economico. Insomma le società non possono sostenere i tifosi". Un provvedimento che l'Uefa ha reso obbligatorio dal prossimo anno e che la Figc anticipa "per accompagnare l'intera stagione sportiva". Il quadro normativo subirà dei ritocchi. "Non è che viene scaricato tutto sul delegato - precisa Abete - la società resta responsabile dei rapporti con i supporter". E anche se verranno inserite delle 'attenuanti' per quei club che denunceranno situazioni border line o già al di là della soglia, la responsabilità oggettiva non si tocca. Questo anche alla luce dell'approvazione da parte dello stesso consiglio delle linee guida del modello organizzativo previsto dalla legge 231 (quella sulla responsabilità di impresa, codice etico, amministrativa delle società e modelli di organizzazione, gestione e controllo) la cui operatività nel calcio scatterà dal prossimo 1 luglio. "Sono una serie di strumenti che hanno un unico obiettivo - spiega Abete - ma la responsabilità oggettiva rimane un caposaldo". Per i fatti violenti, di cui risponde il club, come per le scommesse. In tema di tutela della salute (dopo la morte di Piermario Morosini) tutti gli allenatori faranno un corso per l'uso dei defibrillatori e su ogni campo sarà previsto un presidio sanitario di primo soccorso. Il consiglio ha nominato una commissione scientifica coordinata dal prof. Zeppilli, dal presidente della federazione medico sportiva Casasco e dal prof. Castelli. Torna invece scontenta dalla riunione la Lega di B presieduta da Abodi, perché per l'iscrizione ai campionati, in un'ottica di rigore nei controlli, sui pagamenti degli stipendi le verifiche verranno fatte a bimestre e non a 90 giorni come prima. "La programmazione non si fa a 2 mesi" dice Abodi, unico voto contrario al provvedimento. Per le iscrizioni il controllo sui pagamenti degli stipendi, ha detto invece soddisfatto il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, sarà fatto fino ad aprile, mentre maggio e giugno entro settembre. Approvato come previsto il blocco dei ripescaggi: Serie B in caso di vacanza di organico non si integra fino a 20 squadre, Lega Pro blocco scatta a 60 società. Varato dal 2013 anche un sistema di riscaldamento dei campi in erba. Con il campionato al rush finale tiene banco anche la questione della terza stella della Juve in caso di vittoria del campionato da parte dei bianconeri. "La federazione farà rispettare le regole - dice Abete - Il campionato è aperto e non è corretto che questo problema sia oggetto di riflessione ora. Vedremo se sarà posto, a domanda risponderemo".

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