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Università, corsi di laurea a costo zero:
nuovi bandi per docenze non retribuite

Università, corsi di laurea a costo zero: nuovi bandi per docenze non retribuite Facciata dell'Università in via Università a Cagliari

Molte discipline sono senza docente da quando i ricercatori si sono resi indisponibili. Per assicurare la sopravvivenza dei corsi di laurea si ricorre anche a contratti a titolo gratuito, vista la penuria di fondi.

Lavorare gratis per amore della scienza? A quanto pare si può e, anzi, in questo momento l'Università ci spera. Soprattutto quest'anno, con i disagi creati dalla protesta dei ricercatori non più disponibili a far lezione, è più che mai necessario trovare volontari dell'insegnamento per coprire le cattedre rimaste senza docente. Possibilmente gratis, perché coi fondi disponibili, questo è l'unico modo, per la maggior parte delle facoltà, di poter continuare a garantire la sopravvivenza dei molti corsi di laurea rimasti orfani del titolare.

CONTRATTI GRATIS Succede in tutta Italia e anche a Cagliari, dove proprio in questi giorni sono in corso le procedure per attivare gli incarichi gratuiti a copertura delle discipline (e non sono due o tre) vacanti, a mezzo di un contratto. Alcuni bandi pubblicati dalle facoltà cagliaritane scadono proprio in questi giorni: entro le 12 di oggi quello pubblicato da Economia, entro le 12 di domani quello di Scienze e, sempre domani, entro le 13 quello di Lingue e Letterature straniere. Stante l'indisponibilità di 300 ricercatori (su un totale di 489), in protesta permanente contro la riforma Gelmini, ad avere interesse a partecipare alle selezioni potrebbero essere i tanti precari della ricerca, come gli assegnisti e i contrattisti, ma anche i precari della didattica, esterni chiamati a tenere corsi in qualità di supplenti, come avviene per un qualsiasi laureato o un docente di scuola superiore. E non è da escludere che qualche corso venga affidato anche a professori ripescati dalla pensione. Ma dov'è la convenienza di lavorare gratis? Per molti, a quanto pare, l'insegnamento a zero euro rappresenta l'unico modo per entrare all'Università o rimanerci dentro e per arricchire il proprio curriculum. Questo non vuol dire che non si facciano contratti retribuiti: ogni facoltà fa i conti col proprio budget e valuta autonomamente in che modo e tra quali voci distribuire le risorse disponibili. Nel caso in cui i bandi andassero deserti, poi, l'Ateneo ribandirebbe i concorsi, e in questa fase chi potrà permetterselo metterà a disposizione anche una paga per l'aspirante docente.

LO SCENARIO Scoprire che l'Università funziona anche così (a Sassari fanno clamore i contratti a 1 euro) non fa onore né all'istituzione stessa né a chi ci lavora. Ma tant'è. Il rettore Giovanni Melis è più stupito del fatto che se ne parli: «Non è una novità, ci sono sempre stati incarichi a titolo gratuito o retribuiti, avviene in tutti gli Atenei. Può darsi che quest'anno per l'indisponibilità dei ricercatori sia necessario fare più bandi per coprire le discipline vacanti, e che sia necessario ricorrere alla formula gratis per la grave carenza di fondi: mi auguro che questa situazione si superi e che al secondo semestre, quando scadranno questi bandi, la protesta sia nel frattempo rientrata». E sui contratti gratis o a 1 euro c'è chi, come il responsabile nazionale dell'Università del Pd, Marco Meloni (che ieri era nell'Ateneo di Cagliari, una delle tappe del suo tour per le Università italiane), vede «il peggiore dei ricatti: o lavori gratis - dice - o interrompi il tuo percorso di carriera».

I RICERCATORI I ricercatori, che gratis hanno sempre fatto le lezioni sino all'anno scorso, sono i primi a non veder di buon occhio questa prassi, tanto più se l'incarico è dato ad esterni: «Affidare certe discipline a persone fuori dal campo universitario rischia di compromettere la qualità dell'offerta formativa del nostro Ateneo - spiega Valentina Onnis, coordinatore della Rete 29 Aprile - per questo e per non depotenziare la nostra protesta numerose attribuzioni di corsi finora tenuti dai ricercatori cagliaritani sono state respinte nei Consigli di facoltà. Nonostante ciò il Senato accademico ha deliberato di avocare a sé la possibilità di assegnare i corsi per contratto retribuito o gratuito, anche in presenza di voto contrario delle facoltà». Inaccettabile, per i ricercatori, che ribadiscono le loro posizioni. «Ieri è iniziato l'anno, ma è stata una falsa partenza - denuncia Onnis - in quasi tutte le facoltà numerose lezioni non si sono svolte per mancanza del docente. Il rinvio sine die dell'inizio dell'anno sarebbe stato un forte segnale di dissenso contro il disegno di legge e un atto di maggiore responsabilità nei confronti delle matricole e di tutti gli studenti».

CARLA RAGGIO

 
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