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Banca di Cagliari, a casa il cda:
commissariato l'istituto di credito

Banca di Cagliari, a casa il cda: commissariato  l'istituto di credito Scatta l'amministrazione straordinaria per la Banca di Cagliari: azzerati il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale

Scatta l'amministrazione straordinaria per la Banca di Cagliari: azzerati il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale.

Bankitalia mette i suoi commissari in Banca di Cagliari. Con un decreto del ministro dell'Economia, del 17 giugno 2010, la Vigilanza ha sottoposto l'istituto guidato da Pietro Murru «alla procedura dell'amministrazione straordinaria ai sensi del Testo unico delle leggi in materia bancaria», si legge in un comunicato firmato dai commissari straordinari Raffaello Carinci e Paolo D'Alessio. Il risultato è un azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. Ma Murru, raggiunto al telefono perché fuori dalla Sardegna, non ci sta: «Il documento ci è stato notificato ufficialmente. Faremo ricorso nelle sedi appropriate. Il provvedimento della Vigilanza ci sembra ingiustificato».

LA GESTIONE I commissari si sono presentati in banca ieri mattina. «Il nostro obiettivo», spiega D'Alessio, «è portare la società “in bonis”, eliminando alcune anomalie che si sono create nel tempo». Il commissariamento, in altre parole, è una bocciatura alla gestione della banca nata nel 2004. Nelle precedenti ispezioni (condotte fra febbraio e marzo 2009), Bankitalia aveva contestato duramente il presidente Pietro Murru e il suo modo di operare: «Il processo di erogazione» dei prestiti «ha mostrato disfunzioni, con riferimento alla valutazione del merito di credito» e «all'inadeguatezza dei controlli sui finanziamenti». Inoltre, sottolineava Bankitalia, lo sviluppo dell'attività di credito «non è stato accompagnato da una congruente politica di espansione della provvista». La raccolta diretta ha mostrato «un elevato grado di instabilità».

I RISCHI Non solo. «L'espansione dell'attivo è stata finanziata» con la «progressiva dismissione delle attività prontamente liquidabili, con conseguente crescente esposizione al rischio liquidità». Di particolare rilievo, risulta pure «l'incidenza delle spese amministrative e di locazione degli immobili». Da qui l'affondo sul cda e sul suo timoniere. «La negativa evoluzione del quadro d'impresa è riconducibile», spiegava Bankitalia in un verbale, «alla responsabilità degli organi sociali, in particolare il consiglio di amministrazione, caratterizzato dal perdurare del forte accentramento di poteri in capo al presidente».

I COMMISSARI Oggi però le carte si rimescolano. Con un provvedimento della Banca d'Italia del 24 giugno scorso, al posto degli amministratori della banca sono stati nominati i commissari straordinari Raffaello Carinci e Paolo D'Alessio. Il comitato di sorveglianza sarà composto da Fabio Canciani, Vincenzo De Sensi e Andrea Galante. «La banca proseguirà regolarmente la propria attività», scrivono in una nota Carinci e D'Alessio. «Pertanto, la clientela può continuare a operare presso gli sportelli con la consueta fiducia».

I TEMPI I commissari contano di «sistemare i conti» entro un anno. «Speriamo di concludere il nostro mandato molto prima», osserva D'Alessio. «La banca opererà con gli stessi manager e gli stessi dipendenti, e anche per i correntisti non cambierà niente». Al termine del mandato i commissari riconsegneranno la banca agli azionisti: sarà indetta una nuova assemblea, il cui compito sarà quello di nominare un nuovo cda e un nuovo presidente.

LANFRANCO OLIVIERI

© Riproduzione riservata

 
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