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Bossi non appende scarpette al chiodo:
"Ricandidarmi? Per la gente penso di sì"

Bossi non appende scarpette al chiodo: "Ricandidarmi? Per la gente penso di sì" Umberto Bossi

Umberto Bossi ha annunciato di volersi ricandidare al prossimo congresso della Lega.

"Per forza, per la gente". Lo ha detto Umberto Bossi rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se si ricandiderà al congresso federale. "Penso di sì - ha aggiunto - se no la gente pensa che non siamo uniti".

IL DISCORSO - "Ci occorre unità, quando lo Stato ha visto le divisioni della Lega ha attaccato e mandato i magistrati: ora dobbiamo essere compatti, uniti se vogliamo vincere". Lo ha detto Umberto Bossi dal palco del 'Lega Unita Day'. "Parlo innanzitutto ai dirigenti - ha aggiunto il presidente - perché se si chiudono i varchi, tutta la base si salda pronta a dare attacco al centralismo romano". Bossi ha chiuso il suo intervento indicando nello spirito di "fratellanza" la chiave per ripartire. "La fratellanza - ha detto - che ci unisce da quest'oggi in poi, anche l'acqua è venuta giù dal cielo perché vuole lavare via ogni incomprensione". Il presidente della Lega nel comizio per l'unità del movimento oggi a più riprese ha citato l'esempio dei patrioti irlandesi pure evidenziandone le differenze rispetto alla battaglia del Carroccio: "non si arriva alla libertà se non c'è qualche morto, in Irlanda ce ne sono stati molti - ha fra l'altro detto -, qui lo Stato non ci ha sparato ma ha tentato con altri mezzi". Bossi ha poi ribadito che la Lega è stata "attaccata dal centralismo romano che verrà però sconfitto".

"La Padania viene, perché siete un popolo sotto il tallone di uno Stato centralista, antidemocratico e fascista". Si è rivolto così Umberto Bossi ai militanti leghisti concludendo il suo intervento a Zanica. Bossi ha ribadito ancora una volta che il Carroccio, a suo giudizio, è stato "attaccato dal centralismo romano, farabutto e canaglia".

 
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