C'è la casa con intarsi di marmo, parquet, cotto e vasca idromassaggio. Ma tra gli alloggi assegnati ai nomadi dopo lo sgombero del campo sulla 554 c'è anche un casolare diroccato e fatiscente in cui abitano tre nuclei familiari.
Mentre, sul piano politico, infuria la polemica e si attende una posizione ufficiale da parte del primo cittadino di Cagliari, la nuova realtà insediativa che ospita le famiglie di rom che hanno lasciato l'area di Mulinu Becciu ha due volti contrapposti. Il complesso residenziale in cui vivono comprende da una parte case con rifiniture pregiate e comfort, dall'altra ripropone la situazione di degrado che il sequestro del campo voleva superare. A poche centinai di metri, infatti, c'è un casolare diroccato che, privo di acqua potabile, scarichi fognari e illuminazione, ospita tre famiglie.