Dopo la sospensione, per la mancanza del numero legale, sono iniziati ieri i lavori dell'Aula con la discussione sul nuovo Piano paesaggistico regionale.
Scontro in Aula sul Ppr. Un botta e risposta tra maggioranza e opposizione, dopo l'iniziale sospensione dei lavori per la mancanza del numero legale. Il primo ad attaccare è stato Mario Bruno (Pd), vicepresidente del Consiglio: "C'è la ferma e precisa volontà di sanare o rendere compatibili con il Ppr i Piani casa e la legge sul golf, stravolgendo il Piano e permettendo di costruire nella fascia costiera. Questa è una politica basata ancora una volta sul mattone, anche se mascherata bene". Giunta e maggioranza, sottolinea poi l'ex assessore all'Urbanistica Gian Valerio Sanna, "vogliono riportare tutto a com'era prima: si nascondono dietro belle parole, la verità è che si vuole cancellare tutto il pacchetto delle norme di salvaguardia".
Per il centrodestra, il presidente della commissione Cultura Carlo Sanjust (Pdl), difende l'impianto di Cappellacci. L'attuale Ppr, dice, sconta "cartografie grossolane" e "l'80% dei contenziosi amministrativi è dovuto in maniera diretta o indiretta all'applicazione del Ppr: solo 10 comuni su 377 sono riusciti a redigere il Piano urbanistico comunale in linea con il Piano paesaggistico". Sono 31 i consiglieri iscritti a parlare: avranno 20 minuti a testa per i loro interventi. I lavori dell'Assemblea riprenderanno alle 16.30.
CAPPELLACCI INFURIATO - Su 31 interventi in attesa solo sei consiglieri regionali hanno avuto la possibilità di parlare in Aula a causa di due sospensioni dei lavori per mancanza di numero legale. Un episodio che avrebbe fatto infuriare il governatore, Ugo Cappellacci, che, secondo quanto appreso, ha 'ripreso' alcuni consiglieri del Pdl chiedendo loro di stare in Aula. Nel frattempo, dai banchi della maggioranza il presidente della commissione Urbanistica, Matteo Sanna (Udc-Fli), ha lanciato una sfida al Consiglio per "presentare subito la nuova legge urbanistica e avere il coraggio di riqualificare gli edifici sulla costa anche nella fascia da zero a 300 metri dal mare. Serve un patto tra le comunità e l'ambiente - ha detto - siamo contro le riserve indiane e contro le speculazioni. Esistono alcuni valori irrinunciabili e non negoziabili - ha aggiunto - ma occorre anche ricostruire quei luoghi delle grandi e piccole trasformazioni urbane e recuperare il degrado urbanistico anche nella fascia dei 300 metri, che significa non nuovi metri cubi ma recuperare quello che esiste". I lavori dell'Aula sono stati aggiornati a domani alle 10.