Danilo Avelar entusiasta della nuova realtà rossoblù: "Ho voluto fortemente il campionato italiano e il Cagliari".
E' un Danilo Avelar particolarmente raggiante quello che si presenta in sala stampa al Centro "Ercole Cellino" di Assemini. Dopo un primo allenamento ad Assemini, si è messo al passo con i compagni confidando comunque di essere ad un buon punto di preparazione in quanto aveva preso parte anche se con una settimana di interruzione (quella trascorsa recentemente a Cagliari) agli allenamenti nel ritiro di Katowice in Polonia con gli ex colleghi.
"Quella di Cagliari e della Sardegna è stata una scelta fortemente da me voluta, a parte l'ammirazione che ho per il campionato italiano dove volevo approdare ad ogni costo ho detto sì a questa piazza perchè a detta di molti era l'ambiente ideale per un giovane come me che vuole farsi strada in uno dei tornei più importanti del mondo: tutto questo prima della visita delle scorse settimane quando sono stato colpito dalla struttura societaria, dall'ambiente e soprattutto dal fatto che il Presidente in persona si sia scomodato per portarmi qui. Se il Mister riterrà di utilizzarmi sarò pronto all'impegno reso ancora più gravoso dal fatto che dovrei sostituire un giocatore di valore che per anni è stato una delle bandiere della Società e del tifo locale. Le mie caratteristiche tecniche mi vedono prevalentemente impegnato a sinistra, in posizione difensiva ma credo di poter rendere anche in fase offensiva visti i miei trascorsi in Brasile da centrocampista. Mi ritengo fortunato ad aver raggiunto quest'obiettivo e sono qua per impegnarmi al massimo nell'ottica di sempre maggiori successi della compagine che mi ha scelto. Penso che qui mi troverò benissimo anche fuori dal campo (dell'inserimento nel gruppo sono certo per l'accoglienza riservatami dai nuovi compagni di squadra). Ho avuto modo di vedere la città e ritengo che la stessa abbia tutte le caratteristiche per non farmi soffrire di quella saudade che normalmente colpisce quasi tutti i miei connazionali che giocano all'estero: d'altronde mi sono adattato a vivere e giocare in Ucraina e in Germania e scusate se è poco".