Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri si sono avvalse della facoltà di non rispondere quando sono state chiamate dall'accusa, in qualità di testimoni, a deporre al processo per l'omicidio della loro quindicenne parente.
Bocche cucite, almeno fino a settembre. Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, entrambe in carcere per l'omicidio della quindicenne di Avetrana, Sarah Scazzi, si sono avvalse della facoltà di non rispondere nel corso della ventunesima udienza del processo che si celebra al cospetto della Corte d'Assise di Taranto.
Le due donne, che condividono la stessa cella, erano state chiamate, insieme con Mimino Cosma e Carmelo Misseri (nipote e fratello di Michele Misseri, marito e padre delle due imputate), a deporre in qualità di testimoni della pubblica accusa. Una veste processuale poco gradita in questo momento. Le due principali protagoniste del processo renderanno dichiarazioni, secondo quanto fatto intendere dai rispettivi legali, quando inizierà l'esame degli imputati, dopo la pausa estiva. La prossima udienza è fissata per il 18 settembre e il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha chiesto che prima o contestualmente all'ascolto di mamma e figlia, accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, vengano prodotte in aula le intercettazioni ambientali in carcere e alcune interviste televisive rilasciate da Sabrina Misseri e Cosima Serrano.
Anche oggi erano presenti in aula Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, e Michele Misseri, il contadino che fece ritrovare il cadavere della ragazzina, e che inizialmente confessò di aver ucciso la quindicenne, poi chiamò in correità la figlia Sabrina e infine addossò ogni responsabilità sulla secondogenita.
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere altri imputati di procedimento connesso: Giovanni Buccolieri (il fioraio che in un primo momento aveva dichiarato agli inquirenti di aver visto il 26 agosto 2010, giorno della scomparsa della ragazzina, Cosima Serrano costringere con la forza Sarah a salire a bordo della sua auto per poi ritrattare quel racconto, sostenendo che si era trattato di un sogno) e il bancario Angelo Milizia.
Hanno deposto, invece, Cosima Prudenzano, suocera di Buccolieri, che ha riferito di appreso del sogno dal genero (circostanza smentita nelle precedenti udienze dalla figlia Giuseppina Scredo e dalla commessa Vanessa Cerra), il direttore della masseria "La Grottella" di Avetrana, Giuseppe Nigro, e Anna Lucia Picchierri, moglie di Carmelo Misseri, in relazione alla vicenda del telegramma che inviarono al carcere per indicare un nuovo legale per Michele Misseri. Il dibattimento riprederà a settembre, quando Sabrina e Cosima affronteranno il fuoco di fila delle domande di accusa, difesa e parti civili.
Le due donne oggi si sono limitate a leggere la formula del giuramento e a fornire le proprie generalità. Entrambe sono apparse provate. La loro difficile condizione psicologica è testimoniata anche dall'umorismo involontario di Cosima Serrano. La presidente della Corte d'Assise Rina Trunfio ha chiesto alla teste: "Signora, lei dove abita?". La detenuta, dimenticando la villetta di via Deledda, ha risposto: "Ora sto in carcere".