L'esponente del Pd all'attacco della commissione Autonomia e Riforme del Consiglio regionale sulla presenza delle donne in Giunta.
Francesca Barracciu all'attacco della commissione Autonomia e Riforme del Consiglio regionale sulla presenza delle donne in Giunta. "La commissione ha definitivamente approvato l'articolo della statutaria che cancella la parità di genere nella Giunta regionale conquistata nella passata legislatura dalle donne presenti in Consiglio e senza distinzioni tra destra e sinistra", denuncia l'esponente del Pd, che assieme a Renato Soru e al consigliere dei Riformatori ha abbandonato i lavori per protesta. La commissione, infatti, aveva bocciato l'emendamento presentato dalla stessa Barrucciu e che puntava al 50% di donne nell'esecutivo regionale. E' passato, invece, quello più restrittivo (almeno tre donne) della consigliera del Pdl Gabriella Greco.
"Non mi aspettavo niente dal presidente Maninchedda né dagli altri commissari che, come un branco, difendono il loro territorio di potere. Presidente e commissari - sottolinea Barracciu - notoriamente maschilisti benché alcuni cerchino di ammantarsi col velo della cultura universitaria la vergogna della loro mentalità feudale. Ma non c'è limite al peggio di questo centro destra, considerato che questo 'schifo' è passato anche con la complicità e l'assenso di una consigliera donna del Pdl, Gabriella Greco, che così si è assunta la responsabilità di rompere uno storico trasversalismo tra donne nelle istituzioni sui temi della democrazia paritaria. La commissione ha approvato una norma vergognosa con la sua complicità. Greco non sa neanche che le ridicole sanzioni di cui parla sono superate dai pronunciamenti dei Tar e persino del Consiglio di Stato. Non sa che quella norma è già incostituzionale. Lei e i suoi colleghi - attacca ancora la vicepresidente del Pd - dovrebbero dimettersi dalla commissione poiché manca loro l'abc del principio costituzionale della parità tra uomini e donne".