Quella gita la facevano da anni e niente avrebbe fatto presagire che poteva concludersi con la tragedia di un malore mortale per uno dei bambini che vi partecipava. "Avevamo acqua con noi ed eravamo equipaggiati per l'escursione", dice uno degli accompagnatori dei ragazzi che sono stati soccorsi durante una gita sul monte Calvana a Prato.
"Se faceva caldo? Sì, ma come al solito", ha poi detto uno degli adulti che con il parroco di San Martino a Paperino, alle porte di Prato, aveva organizzato la gita conclusasi con il rientro in elicottero di tutta la comitiva, una settantina di ragazzi tra gli 8 ed i 16 anni. Una scelta che è stata presa dai soccorritori anche in considerazione del fatto che i ragazzi erano emotivamente provati dal malore, poi rivelatosi mortale, dell'undicenne Franco Lori, accasciatosi a terra. E poi, con la temperatura alta avevano di fronte almeno un'altra ora di cammino sulla montagna brulla che sovrasta Prato. Anche i genitori dei ragazzi non se la sentono di dare agli adulti ai quali hanno affidato i loro ragazzi la responsabilità di quanto accaduto: "I ragazzi stanno tutti bene - spiega una madre, Stefania - è una gita che fanno ogni anno e gli accompagnatori sono attentissimi. Se qualcosa è andato storto non è colpa loro". Molti dei ragazzi hanno saputo solo in serata, o sapranno domani, della morte del loro compagno. Hanno visto solo che il piccolo aveva avuto un malore. "Stavamo camminando da un po', eravamo quasi in vetta quando ci hanno detto che un bambino si era sentito male. Mi sono voltata e lo stavano soccorrendo". E' il racconto di una bambina di dieci anni che faceva parte del gruppo. "Avevamo un po' caldo ed ero un po' stanca - aggiunge - ma eravamo tranquilli. E' una gita che facciamo ogni anno ed è sempre stato divertente". Anche la piccola ancora non sa che il suo compagno è morto e quando le chiedono del viaggio in elicottero per tornare a Prato si apre in un sorriso e risponde: "Non c'ero mai salita prima d'ora. Ho avuto un po' di paura ma è stato divertente".