Pagine Sarde Logo 
 
  Login  |  Registrati  |  Contatti  |  Area Abbonati
rss
facebook
twitter
Cronaca della Sardegna
Diminuisci grandezza testo Aumenta grandezza testo Stampa l'articolo Segnala ad un amico RSS Wikio OKNOtizie Facebook Delicious

Artigianato, una risorsa durante la crisi
Oltre quarantamila le aziende dell'Isola

Artigianato, una risorsa durante la  crisi Oltre quarantamila le aziende dell'Isola Un artigiano al lavoro

Oltre 40.300 imprese artigiane registrate, 87.464 occupati totali, 44.802 dipendenti, 3.974 apprendisti che generano 4 miliardi e 280milioni di euro di valore aggiunto e 28 milioni di euro di esportazioni.

E ancora più di 3 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese con meno di 20 addetti (il 26,1% del totale erogato a tutti settori produttivi) ma anche una burocrazia che costa 11.022 euro a ogni azienda, una giustizia che chiude una istanza fallimentare in 3.470 giorni e un lavoro irregolare che supera il 15%. E' la "fotografia" dell'artigianato della Sardegna nel 2011 che l'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese ha presentato durante l'Assemblea generale a Roma, che ha preso in considerazione i punti di forza e il contesto imprenditoriale; ben 61 voci, di 13 settori regionali che hanno messo in relazione Imprenditorialità, Lavoro e Made in Italy, Fiscalità, Credito, Burocrazia, Giustizia, e Rapporti con la Pubblica Amministrazione, Utilities, Servizi Pubblici locali, Infrastrutture, Capitale Sociale e Concorrenza sleale nel sommerso. "E' una istantanea che mette in risalto come il comparto artigiano sia sempre la parte fondamentale dell'impresa isolana - afferma il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Luca Murgianu - perché rappresenta il 24% di tutte le imprese attive nella regione (in Italia sono il 23,8%), perché quelle con meno di 10 addetti sono il 95,5% di tutte quelle operanti nella nostra isola (94,6% in Italia), perché gli occupati nelle imprese artigiane sono il 25,7% del totale occupati in tutte le imprese (il Italia è il 18,3%). Un contesto aziendale, in pratica, che vede l'estinzione della grande industria, con il 99,6% del totale delle imprese (120.297 addetti) che non supera i 50 dipendenti, e l'allargamento, sempre crescente, della fascia delle aziende con meno di 20 dipendenti (118.977, il 98,5% del totale delle attività). "E' una situazione di "nanismo" che se da una parte rende più flessibili le aziende nelle situazioni di crisi - riprende Murgianu - dall'altra le espone a rischi gravissimi quando si tratta di affrontare mercati sempre più esigenti, concorrenza sempre più agguerrita e situazioni di stress derivanti da ritardati pagamenti, forte burocrazia, bassa formazione, ristrettezza creditizia e condizioni di humus imprenditoriale sempre meno adatti. Il tutto aggiunto all'atavica scarsa propensione alla collaborazione fra imprese che fa si che ogni 1000 aziende vengano conclusi solo 2,4 accordi di cooperazione". Tutto questo in una regione dove esistono 2,4 imprese ogni 100 abitanti e 5,8 aziende ogni 100 famiglie.

 
Videolina
Radiolina
 
 
 
 
Edicola de L'Unione Sarda
US analyzer