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Cronaca Italiana
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Fallimento per le holding di Ligresti
Un crac da 400 milioni di euro

Fallimento per le holding di Ligresti Un crac da 400 milioni di euro Salvatore Ligresti

Hanno tentato di resistere fino all'ultimo, chiedendo altre due settimane, ma la sollecitazione non aveva "un minimo di serietà", perché le banche "non si sono dimostrate disponibili a finanziare" il piano di salvataggio e il fondo che doveva accollarsi parte dei debiti non aveva trovato neanche la metà degli investitori. Così sono fallite Imco e Sinergia, le holdig della famiglia Ligresti.

Un crac da 400 milioni di euro - questo l'ammontare dei debiti complessivi delle due società - decretato nel pomeriggio dal Tribunale fallimentare di Milano (giudici Filippo Lamanna, Roberto Fontana e Filippo D'Aquino) e che potrebbe presto portare anche all'apertura di fascicolo penale per bancarotta, una sorta di passaggio 'naturale' in questi casi.

In vista dunque c'è un'altra 'tegola' giudiziaria per il gruppo Ligresti, che andrebbe ad aggiungersi all'inchiesta che vede già indagato, tra gli altri, Salvatore Ligresti per aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. Indagini in mano al pm Luigi Orsi, lo stesso che si è visto accogliere la richiesta di fallimento per le due holding, dopo aver segnalato ai giudici tutte le "incertezze" per il raggiungimento dell'accordo di ristrutturazione del debito a cui puntavano le società. Il pm aveva parlato chiaramente di una operazione ancora "in alto mare".

Nell'udienza di ieri, i legali di Sinergia, che detiene il 20% di Premafin, la controllante del gruppo, e di Imco avevano chiesto altri 14 giorni per arrivare all'accordo, dopo aver ottenuto già - come segnalano gli stessi giudici nel loro provvedimento - "un rinvio di sei settimane". L'ultima udienza era stata il 2 maggio.

Le due holding dell'imprenditore di Paternò, si legge nella sentenza dei giudici della seconda sezione, volevano superare la loro "crisi finanziaria" facendo "leva su 'importanti plusvalenze implicite nelle proprietà immobiliari' ossia non su mezzi liquidi, ma su asset di non pronta e facile liquidazione", che dovevano essere "smobilizzati mediante il conferimento" nel fondo Hines.

Il fondo, stando alla bozza del piano, avrebbe acquisito parte del patrimonio immobiliare dei Ligresti e avrebbe dovuto accollarsi 243 milioni di debiti, versando anche 50 milioni cash. La realtà, però, la mette 'nero su bianco' il Tribunale: fino a ieri erano state "sottoscritte quote per euro 20 milioni sulla maggior somma di almeno euro 50 milioni, il che dimostra come non sia stata raggiunta neanche la quota del 50% dei potenziali sottoscrittori delle quote necessarie a consentire il finanziamento del fondo".

Fallita dunque la ricerca dei finanziatori e scarsissimi aiuti anche dalla banche, malgrado ieri davanti ai giudici i rappresentanti delle società sostenessero di avere "l'adesione della totalità delle banche all'accordo di ristrutturazione". La 'fotografia' che esce dalla sentenza anche in questo caso è ben diversa. Fino a ieri era stata "depositata la dichiarazione di adesione di una sola banca, la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza".

L'accordo con le banche creditrici, scrive il Tribunale, "che rappresenterebbero oltre il 90% dell'indebitamento bancario, non è stato per nulla raggiunto, ma è ancora sottoposto a una serie di condizioni future e incerte". Niente "finanza ponte" per le due holding, ma solo un'inequivocabile "stato di insolvenza". Per i giudici, in sostanza, non c'era più tempo da perdere anche in virtù della "peculiare delicatezza del caso di specie, conseguente alla dimensione economica e alla notorietà delle società (...), quali componenti di un gruppo assicurativo immobiliare in crisi".

C'era da tenere conto anche dei "conseguenti rischi di inquinamento dei valori di mercato delle partecipazioni e di aggiotaggio relativo alle società collegate, alcune delle quali quotate in borsa". Per non parlare poi dei "contenziosi fiscali" da oltre 20 milioni di euro, di una "perdita devastante" da 227,4 milioni segnalata nell'ultimo bilancio e del "deficit di cassa" che per Sinergia supera i 70 milioni.

 
Videolina
Radiolina
 
 
 
 
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