Le ruspe schiacciarono i tetti di eternit, che si sbriciolarono in mille pezzi, per questo ora dalla sabbia riaffiorerebbe l'amianto.
E pensare che nel 1986 i casotti vennero demoliti per ragioni di carattere «igienico-sanitario», a causa di decine di scarichi fognari abusivi che andava a finire direttamente nella sabbia. Quegli abbattimenti - decisi e portati a termine in pochi mesi - ora presentano un conto che rischia di essere salatissimo. «Invece che smontare le strutture e pianificare gli interventi si utilizzarono le ruspe per radere al suolo i casotti. È chiaro che l'eternit del tetto, schiacciato in quella maniera, deve essere finito dappertutto», spiega Sergio Mascia, presidente del consorzio Poetto services.
Secondo Mascia la responsabilità dell'inquinamento da amianto, che rischia di far affondare la stagione estiva della spiaggia, è del Comune di allora, «che ha permesso le demolizioni, fatte in quella maniera.