Criminalità organizzata e usura vivono un momento 'magico' in Italia. A lanciare l'allarme è l'ex procuratore nazionale Antimafia, Pier Luigi Vigna.
"Secondo gli ultimi calcoli le nostre mafie incassano 190 miliardi di euro l'anno e una grossa parte non viene destinata ai mercati illeciti ma ad attività imprenditoriali che, in questo periodo di stretta creditizia, mettono in pericolo le imprese legali". L'occasione è una tavola rotonda, 'Giovani contro le mafie' e l'inaugurazione di una stele per le vittime della criminalità organizzata al Consiglio regionale del Lazio. "Nella sua doppia faccia, ovvero la mafia della violenza e la mafia degli affari, oggi prevale la seconda - sostiene ancora Vigna-. Oggi il vero pericolo è quella economica. E' un momento magico per la mafia e anche per l'usura".
Vigna partecipa all'incontro in occasione del XX anniversario delle stragi di Capaci e di via d'Amelio. Insieme a lui c'è il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, e il giornalista Bruno Vespa, che coordina. A chi gli chiede come si può tenere lontani i giovani dalla criminalità organizzata il procuratore emerito della Direzione Nazionale Antimafia risponde: "Dare lavoro legale. Solo con lavoro legale il giovane trova un'inquadratura".
Prima di lui, è lo stesso Abbruzzese a parlare di crisi e mafia sul territorio e a rivolgersi direttamente a Pignatone: "La preoccupazione che, in un momento in cui la liquidità è diventata un miraggio per le imprese, chi ha denaro liquido sia visto come chi può salvare una azienda in crisi, vicina al fallimento". Il presidente del Consiglio regionale spiega: "A marzo sono stati erogati quasi 11 miliardi in meno di presiti alle aziende. Si tratta di un dato fornito dalla Banca d'Italia che credo non abbia bisogno di ulteriori commenti. Se alle imprese i soldi non li prestano le banche, il rischio è che questi soldi li presti qualcun altro".
Abbruzzese è chiaro: "Nelle crisi di liquidità, la mafia è più che mai in agguato. Sappiamo bene che la criminalità organizzata opera nella Capitale e nella nostra Regione, per riciclare i proventi delle attività illecite, accumulati, spesso, in altri territori. E' nostro dovere tenere alta, altissima la guardia".
Pignatone si rivolge ai ragazzi in sala per avvertire: "La mafia non è soltanto esplosivo, droga e lupara, accanto a questa vive nella società e si impone non soltanto con la violenza".