Pagine Sarde Logo 
 
  Login  |  Registrati
 
Cronache dalla Sardegna
Diminuisci grandezza testo Aumenta grandezza testo Stampa l'articolo Segnala ad un amico RSS Wikio OKNOtizie Facebook Delicious

In Sardegna il lavoro è "rosa" e precario
Tasso disoccupazione giovanile al 30%

Sempre più precario, sempre più al femminile e sempre meno a misura dei giovani. E' il mercato del lavoro in Sardegna, al terzo anno di crisi, secondo il rapporto 2011 del Centro studi relazioni industriali dell'Università di Cagliari e redatto dall'equipe guidata da Maria Letizia Pruna.

Nell'Isola, in 33 mesi di crisi, dal quarto trimestre 2008 al secondo trimestre 2011, si assiste ad oscillazioni stagionali dell'occupazione, le cui cause deriverebbero dalle combinazioni delle differenti stagionalità delle attività economiche e dalla frammentazione dei rapporti di lavoro e dall'erosione del lavoro stabile.

Secondo i dati presentati su elaborazioni Istat, il lavoro stabile perde 9.000 contratti nell'intero periodo e mentre il saldo negativo coinvolge 22.277 uomini, circa 13 mila donne trovano un lavoro stabile. Diverso discorso per il lavoro a termine che mostra movimenti complessivi per circa 100 mila contratti a trimestre e il milione nell'intero periodo con un saldo positivo di 25 mila contratti in più. "Sembra che questo tipo di contratti - ha spiegato Pruna - vengano utilizzati come veri e propri ammortizzatori aziendali". A differenza del resto d'Italia, in Sardegna, inoltre, si registra un movimento interno tra generi con le donne che trovano maggiore occupazione nel settore dei servizi alla persona ed alla cura delle famiglie (il cosiddetto terziario), mentre vi è il crollo dell'occupazione maschile tra i 25 ed i 55 anni a causa soprattutto delle crisi industriali. "Le donne, in questo modo, procurano un po' di reddito consentendo a migliaia di famiglie di non cadere nell'indigenza - aggiunge la curatrice dell'opera - con lavori leggeri, poco pagati e precari, magari nelle imprese di pulizia". Persiste, se non addirittura si aggrava, la difficoltà dei giovani ad entrare nel mercato del lavoro: solo il 19,2% dei giovani sino ai 30 anni ha un lavoro, 21 mila cercano occupazione e il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 ed i 24 anni oscilla intorno al 30% con punte del 39% "I giovani sono quasi completamente assenti nel mondo del lavoro - ha concluso Pruna - 118 mila sono inattivi su 33 mila occupati, cioè è aumentata la marginalità dei giovani che in molti casi non stanno neppure studiando perché il sistema non riesce ad accoglierli e la scolarizzazione è estremamente lenta".

 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
US analyzer US analyzer