Dice di essere un animale da area di rigore. «Lotto sino alla morte, per buttarmi giù mi devono sparare». Ha il sorriso stampato sul volto, la battuta sempre pronta e una carica esplosiva dentro. LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU L'UNIONE SARDA
«Ringrazio il presidente Cellino, spero di ripagarlo con tanti gol. Le responsabilità? Non mi spaventano e me le prendo volentieri». A 28 anni (li compirà il 5 febbraio) vuole, insomma, dare la spallata decisiva a un passato piuttosto burrascoso. «Ho messo la testa a posto, già da un po'», assicura Mauricio Pinilla, «altrimenti non sarei qui». Assemini, centro sportivo del Cagliari, è questa la grande occasione del riscatto dopo un mese sofferto a Palermo. «Non sentivo più fiducia attorno a me, e quando viene meno quella tutto diventa più difficile. Stavo valutando persino la possibilità di tornare in Cile per una serie di problemi familiari», rivela il nuovo bomber rossoblù. «Poi si è prospettata questa opportunità e non ci ho pensato su due volte: ho chiamato il procuratore e gli ho detto: andiamo, sarà la scelta migliore».