Da Olbia arrivano buone notizie, da Phuket un po' meno. La città non ha perso tempo e nel giro di tre giorni ha messo insieme più della metà dei soldi che i medici tailandesi chiedono per curare Alessandro Amadori. Dal Bangkok Hospital, dove il serigrafo olbiese è ricoverato dopo il pauroso incidente stradale del 30 dicembre, arrivano informazioni un poco rassicuranti.
L'operazione chirurgica necessaria per operare il piede del ventisettenne di Olbia è iniziata in ritardo: nove ore sono troppe quando il rischio è quello dell'amputazione. Ma in Thailandia non conta la gravità del quadro clinico: l'importante è avere un'assicurazione o una carta di credito. Gli esami fatti ieri non promettono nulla di buono, ma ancora si tentano tutte le strade per riuscire a evitare l'amputazione. Le possibilità, a dire il vero, sono poche.
Non si ferma, però, la colletta e la famiglia spera in ulteriori aiuti. La comitiva di olbiesi era partita il 27 dicembre, l'incidente è avvenuto all'alba del 30, mentre i ragazzi rientravano da una festa in una spiaggia. Alessandro ha perso il controllo di uno scooter, è finito contro il guard rail e la lama gli ha quasi amputato un piede.