di Enrico Pilia
A proposito di spazi. In una città che deve crearsi un'alternativa alle vetrine del centro per attirare nuovi flussi di turisti, si apre un altro fronte: quello di Buoncammino. Se sulla Manifattura - 22 mila metri quadrati a cinquanta metri da via Roma - si comincia a puntare, con i primi milioni in arrivo dalla Regione, il complesso del carcere sul colle di Buoncammino vivrà nel 2012 il suo ultimo anno dietro le sbarre. Il carcere, riferisce al nostro giornale il provveditore regionale, si trasferisce a Uta. Liberando il colosso di cemento dalle tensioni e dalla disperazione che le celle si tengono dentro. Sull'edificio, in un'area ben più estesa rispetto a quella della Manifattura Tabacchi, è già tempo di riflettere. La proprietà è del ministero della Giustizia, più volte da Roma è arrivato il chiaro messaggio di una prossima dismissione verso viale Trento. Il solito passaggio intermedio che prelude alla definitiva proprietà del Comune. Chissà quando, chissà come. Perché su Monte Urpinu, per esempio, così doveva essere ma non è (ancora) stato. Il parco di Buoncammino, l'hotel di Buoncammino, o magari il centro multimediale, il museo del mare, la vetrina della città. Non tutta l'area sarà disponibile, perché l'amministrazione penitenziaria conserverà un piano per i suoi uffici.
Ma per il sindaco, per questo Comune, quello di Buoncammino è un altro obiettivo su cui puntare. Non una priorità, perché i tempi - si sa - saranno lunghi, ma sapere che entro il 2012 il carcere smetterà di essere una prigione può far decollare almeno un concorso di idee. Sarebbe un ottimo inizio.