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Cronache dalla Sardegna
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Edizione 2011 del premio Alziator
ad Abate nella sezione Narrativa

Edizione 2011 del  premio Alziator ad Abate nella sezione Narrativa I finalisti premio alziator (dzedda)

«Vincere l'Alziator per un cagliaritano stampacino è come vincere il derby per un romanista». È sardo di Cagliari, cresciuto tra le vie del quartiere di Stampace uno dei vincitori del Premio letterario Francesco Alziator. Francesco Abate, giornalista de L'Unione Sarda e scrittore, si è aggiudicato - per la sezione Narrativa - l'edizione 2011 con un caso letterario: il romanzo "Chiedo scusa", edito da Einaudi e firmato con Saverio Mastrofranco (pseudonimo dell'attore Valerio Mastandrea).

La storia di rinascita di Valter ha spiccato sulla bella terna di finalisti completata da Romana Petri (seconda, con "Tutta la vita", Longanesi) e Alessandro Perissinotto (terzo, con "Semina il vento", Piemme). Ieri, sul palco del Teatro Massimo, è stato premiato dal sindaco Massimo Zedda durante un Galà partito col piede sbagliato. Imprevisti, infatti, i problemi audio derivanti dalla videotelefonata via web con l'attrice Geppi Cucciari, testimonial della serata assieme al giornalista Marcello Veneziani e al direttore del Centro Studi Americani Karim Mezran, intervenuti alla cerimonia. Microfono zoppo per i due conduttori dell'evento, il comico Dario Vergassola e il giornalista Mario Sechi, a guida della giuria composta da Rosa Aresu, Mario Cabasino, Alfredo Franchini, Anthony Muroni, Giuseppe Luigi Nonnis e Roberto Ripa.

Difficile per i giurati anche la scelta per la saggistica. Hanno qui premiato lo storico Franco Rizzi, autore di "Mediterraneo in rivolta" (Castelvecchi). Dietro di lui l'autrice di "Banksy il terrorista dell'arte"(Castelvecchi), Sabina De Gregori, e quindi Alessandro Portelli, che ha pubblicato "America Profonda" per Donzelli. Uno degli scrittori sauditi più promettenti, il giornalista Yousef Al Mohaimeed si è aggiudicato la sezione Speciale con "Le trappole del Profumo" (Aìsara).

La giuria ha voluto premiare altre cinque opere che si sono distinte con una menzione speciale: "Ladri di uomini" (Edizioni della Torre) di Michele Brunelli, Maria Francesca Chiappe (giornalista de L'Unione Sarda), Mauro Mura e Mario Leone Piccinni, "L'ultima lettera di Benito" (Mondadori) di Pasquale Chessa e Barbara Raggi, "Dalla scura terra" (Arkadia) di Antonello Pellegrino, "Mia madre è un fiume" (Elliot Edizioni) di Donatella di Pietrantonio e "Album da disegno" (Aìsara) di Adrian Chivu.

Alla cerimonia, accompagnata dalla musica della GB Orchestra, diretta dal maestro Giorgio Baggiani, e dall'esibizione alle chitarre di Luigi Puddu e Simone Onnis, ha partecipato il giornalista Giovanni Floris e presentato l'ultimo libro "Decapitati", uscito quest'anno con Rizzoli. Tra i ringraziamenti dell'ideatore del premio, Maurizio Porcelli, la soddisfazione per la «bellissima esperienza» del presidente di giuria e gli scambi di targhe per tutti, il pensiero va a Francesco Alziator. Al di là del suo lavoro letterario e di giornalista perché «tantissimi di voi lo ricordano per la simpatia e il carattere allegro», sorride la figlia Cristiana.

Manuela Vacca

 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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