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Cronache dalla Sardegna
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Olbia, nuovo attentato:
nel mirino un gommista

Olbia, nuovo attentato: nel mirino un gommista La villa del gommista (Foto Satta)

Un altro atto intimidatorio messo a segno nella notte a Olbia. Stavolta nel mirino è finito un gommista: il portone del giardino della sua villa è stato incendiato.

Sotto gli occhi dei bambini. Il piromane questa volta non ha neppure aspettato che tutti fossero andati a letto: in via Degli Aranci è entrato in azione poco dopo le 22.30, quando un gruppetto di ragazzini stava ancora giocando in strada. E proprio i due giovani che scorrazzavano per il quartiere in mountain bike sono quelli che hanno raccontato ai carabinieri come è stato appiccato l'incendio che ha danneggiato il portone d'ingresso della villa di Gino Ricciu, un gommista di 58 anni, titolare di un'azienda a Sant'Antonio di Gallura.

IL RACCONTO L'attentatore è sceso dalla macchina, ha svuotato due litri di benzina sul portoncino in legno e ha fatto partire la fiammata con un fiammifero. In un attimo è fuggito. A lanciare l'allarme sono stati i bambini: «Ho chiamato mio madre che ha subito avvisato signor Gino - racconta uno dei ragazzini - Le fiamme erano alte, ma sono state spente subito. Noi abbiamo visto tutto: ci siamo spaventati. L'attentatore non era tanto giovane, forse aveva una quarantina d'anni, e indossava una maglietta arancione. È arrivato con una macchina blu: è sceso, ha fatto partire il fuoco ed è scappato velocissimo. Non c'è stato il tempo di vederlo in faccia. Forse lui non si è reso conto che stavamo giocando e che abbiamo visto la scena».

LA PREOCCUPAZIONE Il rogo è stato spento facilmente, senza neanche chiedere aiuto ai vigili del fuoco, con alcuni secchi d'acqua. Ma ora Gino Ricciu e sua moglie Filomena (impiegata dell'Ufficio assistenza scolastica del Comune di Olbia) non riescono a domare la preoccupazione. «Quello che è successo per noi è davvero inspiegabile - dice il gommista - Non abbiamo nemici, né abbiamo avuto problemi con qualcuno. Non abbiamo figli, usciamo pochissimo di casa e certamente non abbiamo interessi illeciti. Il rogo che è stato appiccato davanti alla nostra casa probabilmente è un atto vandalico, non un attentato come quelli che si stanno ripetendo in città. Oppure l'incendiario ha sbagliato casa».

LE INDAGINI Proprio questa è una delle ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri della Sezione operativa che si stanno occupando delle indagini. Probabile che l'attentatore dovesse far arrivare il messaggio di fuoco a qualcun altro e che abbia scelto la porta sbagliata. Per il momento l'unica certezza è che l'incendio appiccato mercoledì sera in via Degli Aranci non ha nulla a che fare con gli episodi di via Sardegna, dove da settimane è partita la persecuzione ai danni di una famiglia. Nel caso delle fiamme davanti alla villa di Gino Ricciu sembra essere ancora più difficile trovare un movente.

NICOLA PINNA

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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