Le fiamme sono partite intorno alle 14 dalle campagne di Corte, a poca distanza dalla strada a scorrimento veloce Nuoro-Lanusei. Il piccolo focolaio, alimentato dal forte vento, si è trasformato in breve in un enorme fronte di fuoco che ha minacciato case e allevamenti. Fino all’imbrunire due canadair, tre elicotteri e due elitanker hanno lavorato sulla zona.
A Nuoro ieri pomeriggio è tornato l'incubo di tre anni fa quando le fiamme incenerirono migliaia di ettari fino ad arrivare in periferia. La paura che si ripetesse quel disastro che solo per un caso fortuito non causò vittime, è riemersa intorno le 14, quando le fiamme partite dalle campagne di Corte, a poca distanza dalla strada a scorrimento veloce Nuoro Lanusei e a due chilometri dalla periferia urbana, hanno divorato in pochissimo tempo centinaia di ettari di campagne.
TERRORE NEGLI OVILI Quello che sembrava inizialmente un piccolo focolaio ha invece, alimentato dal forte vento, si è ingrossato con una velocità impressionante saltando la vecchia strada statale 389 che collega Nuoro con Mamoiada minacciando i diversi capi di bestiame presenti nella vasta area e le abitazioni rurali della zona. Immediato l'intervento delle forze regionali dell'antincendio prima che le proporzioni del rogo diventassero ingovernabili. Sulla zona hanno operato ininterrottamente fino all'imbrunire due Canadair, tre elicotteri e un elitanker capaci di riversare sul perimetro del rogo migliaia di litri di acqua e liquido ritardante. Una spola continua la loro dalla zona investita dalle fiamme alla base di Farcana sul Monte Ortobene per rifornirsi dai grandi vasconi presenti nel presidio della Forestale.
LA MOBILITAZIONE Contemporaneamente a terra si è rivelata indispensabile l'attività delle squadre antincendio di Forestale, Ente foreste e vigili del fuoco. Centinaia gli uomini dirottati sulla zona, distante appena due chilometri dalle prime abitazioni del capoluogo, per arginare il pericolo. Carabinieri, polizia e vigili urbani hanno monitorato la viabilità evitando pericoli per gli automobilisti a cui per ore è stato vietato il transito sulla 389. Sul posto sono accorsi anche il sindaco della città Alessandro Bianchi e l'assessore all'Ambiente Luca Lapia. «Ogni volta che si vede del fumo e dei roghi di queste proporzioni tornano le preoccupazioni e le paure per la pesante ipoteca che questo territorio ha dovuto pagare in passato, anche recente», ha detto il primo cittadino: «Sono in costante contatto con le forze di soccorso che mi stanno rassicurando sull'entità del fuoco che si sta controllando».
DISASTRO SCONGIURATO Soltanto in serata il direttore dell'Ispettorato forestale di Nuoro Gavino Diana, ha potuto tirare un sospiro di sollievo, con lui i proprietari dei terreni per ore in ansia per il destino delle loro aziende. «Alla fine la situazione è andata decisamente meglio di quanto temevamo in un primo momento», ha detto il responsabile dei rangers provinciali, «non abbiamo registrato nessun danno particolare alle aziende agricole e pastorali, né tantomeno alle persone. Non è stato però affatto semplice domare le fiamme che hanno proceduto con grande velocità». Non poche difficoltà sono state create alle forze di soccorso anche dalle tante linee elettriche ad alta tensione presenti nell'gro che di fatto assieme al fumo denso hanno ostacolato l'attività dei mezzi aerei. Intanto, sono anche state avviate le attività di indagini da parte del Nucleo della Forestale per capire con esattezza le cause dell'incendio con una squadra che ha monitorato con attenzione l'area dove nel primo pomeriggio sono partite le fiamme.
LE CONTESTAZIONI Non sono mancate anche ieri le voci di protesta e di indignazione di diversi proprietari dei terreni soprattutto per l'incuria delle strade e per i rifiuti abbandonati nelle cunette. «È pieno di spazzatura lasciata da maleducati», ha commentato stizzito un anziano di ritorno dal suo podere nella zona di Sedda 'e sa rughe , «le buste di immondezza sono degli autentici inneschi che occorrere rimuovere prima che sia troppo tardi - ha concluso l'uomo - questa volta ci è andata relativamente bene, quello che dispiace è che la lezione delle tragedie del passato non viene ancora imparata a dovere».
LUCA URGU