Non è crisi, ma poco ci manca. Dal vertice di maggioranza di ieri mattina è uscita una fumata nerissima per la nuova Giunta. Lo schema sugli assessorati ha allontanato il Pdl dagli alleati e i nervi scoperti hanno fatto il resto, con due lettere di fuoco incrociato.
Non è crisi, ma poco ci manca. Dal vertice di maggioranza di ieri mattina è uscita una fumata nerissima per la nuova Giunta. Lo schema sugli assessorati ha allontanato il Pdl dagli alleati e i nervi scoperti hanno fatto il resto, con due lettere di fuoco incrociato. Udc, Psd'Az e Riformatori parlano di «proposta inaccettabile» presentata dal partito di maggioranza relativa, «non coerente» con gli obiettivi di rilancio dell'azione del governo regionale.
Caustica la risposta del coordinatore del Pdl Mariano Delogu. Dietro l'azione degli alleati ci sarebbero solo «ragioni da ricercarsi negli aspetti numerici relativi all'assegnazione dei posti nell'esecutivo». In serata è arrivata anche la replica stizzita del leader dell'Udc Giorgio Oppi. Le trattative restano però in piedi e i partiti di maggioranza si sono già dati appuntamento martedì per cercare di ricucire lo strappo.
DIVERGENZE Le frizioni sarebbero legate alla ripartizione dei posti in Giunta. Lo schema presentato ieri dal governatore Cappellacci e dal Pdl non avrebbe soddisfatto gli alleati. L'ipotesi è di una ripartizione 5-5-2, con cinque poltrone per il partito di maggioranza relativa, cinque da ripartire tra le altre forze del centrodestra e due per i tecnici (Andrea Prato e Ketty Corona). Udc, Riformatori e Psd'Az, invece, hanno calibrato le proprie strategie sul 6 a 6, con gli eventuali tecnici da inserire tra le forze del Pdl. Si è arrivati in fretta al muro contro muro, anche perché nella proposta Cappellacci-Pdl non è stata individuata l'eventuale ripartizione delle poltrone degli alleati. E centristi e sardisti si sono guardati bene dal ritrovarsi con un pallino scottante in mano, soprattutto con sole cinque caselle disponibili.
CRITICHE DEGLI ALLEATI La trattativa saltata ha acceso gli animi: Udc, Riformatori e Psd'Az hanno deciso di uscire all'esterno con un comunicato congiunto. Si considera «indispensabile» che «la maggioranza di governo regionale prenda atto di una più forte azione politica», con «un rinnovato patto di governo». A ruota il passaggio critico. I tre gruppi consiliari «giudicano la proposta presentata dal Pdl non coerente» con gli obiettivi di rilancio della politica regionale «e di conseguenza non accettabile». Poi rilevano «la necessità di individuare immediatamente nuove articolazioni dell'esecutivo regionale» per «tradurre operativamente le urgenti azioni politiche, indispensabili per dare coerenza e forza all'azione della maggioranza». Così «gli organi dei rispettivi partiti sono convocati per assumere le opportune decisioni».
LA REPLICA DI DELOGU Non si è fatta attendere la replica del Pdl e il coordinatore regionale Mariano Delogu ha scelto i toni forti. «Ciò che parrebbe non soddisfare gli alleati non ha nulla a che vedere con la soluzione dei problemi della Sardegna», sottolinea il senatore cagliaritano, «ma riguarda soltanto la soddisfazione delle pretese dei singoli partiti, attraverso la distribuzione degli assessorati». E quindi le ragioni del loro comunicato «sono da ricercarsi esclusivamente» nella ripartizione dei posti in Giunta. D'altronde, «nel corso del confronto non è emersa da parte degli alleati alcuna discordanza sulle proposte programmatiche avanzate dal Popolo della libertà».
OPPI PROTESTA La presa di posizione di Delogu non è andata giù al leader dell'Udc Giorgio Oppi che si dice «meravigliato» da «queste dichiarazioni così forti» quando «si sta lavorando per superare i problemi politici». Puntuale la stoccata: «Il leader del Pdl avrebbe fatto meglio a evitare che ci fossero le dissidenze e le lacerazioni nel suo partito, che peraltro rivendica spazi politici superiori rispetto alla propria dimensione nella realtà sarda».
GIULIO ZASSO