Gli attacchi al presidente del Senato Renato Schifani e al leader della Cisl Raffaele Bonanni sono due episodi "diversi" ma entrambi "condannabili" perché "dimostrano che in parti importanti del centrosinistra si va facendo strada l'idea che è giusto zittire chi non la pensa come noi, che è meglio il silenzio della dialettica".
Lo dice il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, in un'intervista a Repubblica, dopo la contestazione violenta al segretario della Cisl alla festa del Pd. Un comportamento "incivile da condannare senza se e senza ma", afferma, anche se "non è facile contenere chi fa della provocazione una professione". "Troppo spesso - dice Chiamparino - vince la pancia anche da noi". Ma "chi toglie la parola a qualcuno non esercita un diritto, lo nega. Questa non è mai stata la tradizione della sinistra". E così c'è il rischio di "rincorrere la destra anche su questo terreno". Perché sia la Lega che il Pdl "sono partiti che non sono abituati al confronto interno, come si vede in queste settimane. Vivono con la logica amico-nemico". Ma, osserva il sindaco di Torino, "io penso che noi non dobbiamo perdere l'abitudine di confrontarci anche con chi è molto distante dai nostri punti di vista. Altrimenti finiamo per omologarci agli altri". "Indubbiamente - aggiunge, parlando anche con il Corriere della Sera - nel Paese c'è una tensione e un clima che lascia spazio a tutti i possibili radicalismi ed estremismi" e ora "siamo allo squadrismo". I centri sociali, comunque, "vanno isolati politicamente, cosa che facciamo non offrendo loro nessuna sponda".