La Federazione automobilistica italiana ha privato la cronoscalata del titolo di tappa del campionato. L'organizzatore: così non si può correre.
Al posto del rombo dei motori il silenzio. Sulla cronoscalata Iglesias-Sant'Angelo, importante gara automobilistica dell'autunno iglesiente, cala il sipario esattamente a 45 anni dalla prima edizione, targata 1965. I bolidi resteranno fermi: quella che sembrava soltanto una pessimistica indiscrezione, con il passare delle ore è diventata certezza.
IL PROMOTER Chicco Tornatore, ex campione e attualmente leader della Ichnusa Pro Motor's, non nasconde l'amarezza: «Una conseguenza naturale della decisione adottata dalla Federazione automobilistica italiana che ha privato la Iglesias-Sant'Angelo del titolo di tappa del campionato italiano, preferendo Alghero». Nessun intento di dare origine a un conflitto con la città catalana: piuttosto l'amarezza nel vedere vanificati gli sforzi compiuti in tanti anni di attività per fare ottenere alla seguita, e tanto attesa, manifestazione il giusto riconoscimento.
DECLASSATI Tutti hanno esultato l'anno scorso quando la cronoscalata è stata premiata con l'attribuzione del titolo di prova del campionato italiano, come ultima tappa per la precisione. Ma l'entusiasmo è stato smorzato a seguito della decisione di declassare l'evento sportivo. Il tutto è avvenuto in assoluto silenzio senza che nessuno, prima d'ora, abbia mosso un dito in favore dell'Iglesias-Sant'Angelo.
«ACI MUTO» «Il nostro Automobil club - aggiunge Tornatore - non ha fatto assolutamente nulla. Evidentemente c'era la volontà chiara di arrivare a questo punto. Non si spiega perché da un anno all'altro, dopo il risultato positivo di tutte le verifiche, si decida di declassare l'evento sportivo appena promosso a gara valida per il campionato. È chiaro che a queste condizioni noi organizzatori non ci stiamo più e preferiamo, seppure con grande rammarico, annullare del tutto la manifestazione». Al momento non sembrano esserci spiragli positivi, anche se Tornatore confida sull'interessamento da parte della classe politica.
INDOTTO «Potrebbero fare sentire il loro peso perché la cronoscalata è sì un evento sportivo, ma anche un'iniziativa che garantisce visibilità alla città. Tra team e l'indotto è capace di muovere non meno di mille persone che alloggiano nel territorio in cui ha sede la gara».
L'APPELLO Andrea Pilurzu, ex consigliere comunale dell'Udc, nei giorni scorsi ha inviato ad amministratori regionali e provinciali, commissario governativo di Iglesias e parlamentari. «Perché la scelta di Alghero a discapito di Iglesias? Forse la città catalana è più forte politicamente? Possono esserci anche due gare del campionato, non vogliamo togliere nulla a nessuno ma non dobbiamo permettere a nessuno di toglierci ciò che abbiamo costruito».
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