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Cronache dalla Sardegna
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Assemini, sfrattato da casa
lancia molotov contro il padrone

Assemini. Renato Saba, 44 anni di Santadi, è stato arrestato dai carabinieri Molotov contro l'ex padrone di casa Cuoco si vendica con le bottiglie incendiarie dopo lo sfratto.

Un cuoco di Santadi residente ad Assemini è stato arrestato per aver lanciato due bottiglie incendiarie contro la casa dell'ex affittuario. Due bottiglie incendiarie per vendicarsi dello sfratto. A lanciarle contro l'abitazione del suo ex padrone di casa è stato l'altra sera un cuoco di Santadi, Renato Saba di 44 anni, finito a Buoncammino con l'accusa di fabbricazione, detenzione di esplosivi e danneggiamento aggravato. Una delle molotov è finita nel salone dell'appartamento dopo aver infranto la vetrata e solo per miracolo non ha ferito il proprietario e suo figlio che in quel momento si trovavano davanti al televisore per assistere alla partita di calcio della Nazionale.

L'EPISODIO Il grave episodio è avvenuto ad Assemini. Poco dopo le ventuno e un quarto di martedì, durante l'intervallo dell'incontro Italia- Far Oer, Renato Saba (che lavora come cuoco in un ristorante di Guspini e abita da oltre un anno ad Assemini) ha raggiunto l'appartamento del suo ex padrone di casa, Giorgio Piccini, “colpevole” di averlo sfrattato per prolungata morosità. Non avrebbe pagato l'affitto degli ultimi dieci mesi nonostante le ripetute richieste di onorare gli impegni presi al momento del contratto. Costretto a lasciare l'abitazione e trasferirsi in un altro appartamento, non aveva dimenticato le decisioni di Piccini, maturando evidentemente l'idea di vendicarsi.

LE BOTTIGLIE Dopo aver confezionato due bottiglie incendiarie, il cuoco ha raggiunto la casa dell'ex affittuario. La prima molotov è stata innescata e lanciata dalla strada al primo piano della palazzina, centrando in pieno la vetrata della porta finestra per finire dritta sul pavimento del salone. Fortunatamente la bottiglia si è spaccata nell'urto spargendo il suo contenuto per terra evitando così di esplodere. Un miracolo. Il fuoco è stato prontamente spento da Giorgio Piccini e suo figlio che si sono anche affacciati al balcone riuscendo a riconoscere il responsabile dell'incredibile gesto mentre si stava allontanando in fretta e furia. L'uomo è stato anche riconosciuto da altre persone che hanno fornito preziose indicazioni ai carabinieri di Assemini guidati dal maresciallo Eugenio Lampis arrivati immediatamente sul posto. I militari, dopo aver scoperto una seconda bottiglia incendiaria sotto l'auto di Piccini (la molotov era stata fatta rotolare tra le ruote della Ford Fiesta ma lo straccio-stoppino utilizzato come miccia si è spento), hanno raggiunto il nuovo appartamento del cuoco di Santadi. Renato Saba era lì, convinto di averla fatta franca. I carabinieri l'hanno accompagnato in caserma e quindi trasferito su disposizione del magistrato a Buoncammino.

ANDREA PIRAS

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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