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Cronache dalla Sardegna
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Olbia, bomba contro casa:
filmato incastra gli attentatori

Olbia, bomba contro casa: filmato incastra gli attentatori La casa di via Sardegna presa di mira dagli attentatori. Foto Antonio Satta.

Sembra quasi certo che l'esplosione di martedì sera sia collegata ai fatti delle settimane precedenti. I carabinieri si occupano di almeno cinque episodi, l'ultimo risale ad appena otto giorni fa.

Hanno cercato di nascondere la targa dello scooter, ma la telecamera ha ripreso tutto. E così i carabinieri hanno già scoperto chi sono i due giovani che martedì sera hanno lanciato una bomba molotov contro la casa di Antonio Madau. Nomi e cognomi sono già stati comunicati al sostituto procuratore che sta coordinando le indagini. I militari della Sezione operativa del reparto territoriale ovviamente non hanno concluso le indagini: per il momento hanno visionato le immagini registrate dalla videocamera piazzata in via Sardegna e interrogato Antonio Madau e i suoi figli.

LA STORIA Ora, prima di tutto, si tenta di trovare una spiegazione all'ennesimo atto intimidatorio nei confronti della famiglia del fioraio. La prima ipotesi, ovviamente, è che l'esplosione di martedì sera sia collegata a tutti gli altri messaggi fatti arrivare nelle settimane precedenti. Gli episodi di cui i carabinieri si stanno occupando sono almeno cinque, l'ultimo risale ad appena una settimana fa. Quando il tentativo di incendiare l'auto della figlia di Antonio Madau era fallito grazie all'intervento di alcune pattuglie che erano pronte da due giorni in un angolo buio della via. I militari erano quasi certi che la famiglia del fioraio fosse ancora nel mirino e hanno deciso di organizzare un appostamento. L'operazione è andata a buon fine perché Gian Paride Aru è stato bloccato mentre - stando all'accusa - tentava di cospargere di benzina la Lancia Y, con la chiara intenzione di far scoppiare un incendio. Lui, il ventiquattrenne di Teti che è finito subito in manette, dice di essere innocente, ma dei suoi rapporti poco cordiali con la famiglia Madau i carabinieri sapevano già tutto. Anche perché prima dell'incendio fallito c'erano stati anche altri episodi. Per esempio il pestaggio del figlio diciottenne di Antonio Madau, riempito di botte e spedito in ospedale: per quell'episodio in caserma è stata depositata una querela contro Gian Paride Aru. Il ventiquattrenne di Teti, secondo il racconto fatto ai carabinieri, avrebbe più volte tentato di convincere il fioraio e i suoi figli a ritirare la denuncia presentata dopo il pestaggio.

LE FUCILATE Nel frattempo comunque è successo qualcos'altro: la facciata della casa di via Sardegna è stata crivellata da una raffica di pallettoni e lo scooter di Paolo (un altro dei cinque figli di Antonio Madau) è stato distrutto da un rogo. I carabinieri ora tentano di trovare il collegamento tra tutti gli episodi. Come mai questo accanimento nei confronti di una famiglia? Possibile che gli attentatori abbiano messo in atto una strategia della tensione solo per convincere i Madau a ritirare la querela? Altro dubbio: chi è il vero destinatario dei messaggi di fuoco? Come nasce l'odio verso il fioraio e i suoi figli?

L'ULTIMO BLITZ L'attentato di martedì notte ha sorpreso sia le vittime, che i carabinieri. Tutti credevano che dopo l'arresto di una settimana fa la situazione fosse tornata alla calma. I militari pensavano di essere riusciti a far capire ai nemici dei Madau che la zona era sotto controllo da una telecamera e anche da alcune pattuglie che vigilano nella zona. Eppure gli attentatori si sono dimostrati più sfrontati dell'immaginabile: sono tornati, in due, in scooter, decisi a rendere impossibile la vita del fioraio e dei suoi figli.

NICOLA PINNA

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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