Alla Mostra del Cinema grande successo per i ragazzi cagliaritani di "Tajabone", ma nasce un caso: mancano le liberatorie e gli attori, minorenni, hanno dovuto rinunciare alla conferenza stampa.
Red carpet mattutino per gli otto ragazzi dei quartieri della periferia più degradata di Cagliari, protagonisti come attori, sceneggiatori o autori delle musiche, del film a record low budget "Tajabone" di Salvatore Mereu, in concorso oggi a Controcampo italiano. Nessuno avrebbe scommesso su di loro e invece sono arrivati stamattina al Lido con grande emozione e con le loro storie difficili della piccola banlieue di San Michele e del quartiere di case popolari di Sant'Elia, a Cagliari. Il film è nato da un progetto scolastico.
LA POLEMICA. Gli otto ragazzi dei quartieri della periferia più degradata di Cagliari non hanno potuto incontrare i giornalisti. All'ultimo momento al Lido gli è stato negato il permesso di farli partecipare alla conferenza stampa del film, in ragione del fatto che mancavano le liberatorie dei genitori. Per loro è stata una grande emozione interrotta. "Mi dispiace molto che siano stati privati della possibilità di portare a termine questa esperienza. Erano emozionatissimi e volevano venire alla conferenza", ha raccontato il regista Mereu poco prima di entrare in conferenza stampa.