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Cronache dalla Sardegna
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Gesico, la comunione fa litigare
due sacerdoti durante la Messa

Opinioni differenti sul rito da celebrare sono all'origine della lite tra due sacerdoti sull'altare di Gesico.

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO PAOLINI

GESICO Alla messa in suffragio di Rosa Melis affollano i banchi parenti e amici commossi. Nella chiesetta di Santa Giusta rimbombano le parole di don Giovanni Melis, fratello della fervente cattolica scomparsa, il parroco don Luca Pretta concelebra un passo più in là. A un certo punto, l'imprevedibile: don Pretta apostrofa pesantemente l'altro sacerdote, colpevole di non obbligare i fedeli a genuflettersi al momento della Comunione. Più tardi ci sarà chi giura di aver assistito impietrito perfino a uno spintone. La lite prosegue in sacrestia, dimenticati crocifissi e paramenti sacri volano minacce. «Il parroco voleva cacciare via anche me», racconta Stefano Accolai, figlio della defunta, «una scena imbarazzante, se non fossi stato presente difficilmente avrei creduto che potesse accadere». Scartata per mancanza di prove l'ipotesi che ci abbia messo lo zampino il demonio, si può solo pensare che il caldo agostano abbia sciolto i freni inibitori del parroco.

Comunque don Melis è irrintracciabile e don Pretta non va oltre la cortesia: «Mi dispiace ma non posso dire niente». Perché? «Non sarebbe corretto, e poi ci sarebbero tante cose da aggiungere». Inutile insistere, la risposta non cambia. Vale la pena di tuffarsi in piazza Umberto I presidiata da quattro uomini in rappresentanza dei novecentocinque residenti, neonati e anziani compresi. «Abbiamo sentito che c'è stato un litigio, ma non sappiamo di più». Sicuri? «Ci mancherebbe».

Il fattaccio risale al 20 agosto, san Bernardo abate. Alle 19 il parroco di Guamaggiore celebra la messa per la sorella. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace . In silenzio i fedeli s'incamminano verso l'altare, è il momento della Comunione. Sorpresa: pace e perdono cedono il posto a un'esplosione di livore. «Ha aggredito mio zio in maniera pesantissima, siamo rimasti basiti», racconta Stefano Accolai, «Conclusa la messa sono entrato in sagrestia per fare l'offerta alla parrocchia. Don Pretta se l'è presa anche con me, voleva cacciarmi via. Gli ho risposto che sarei rimasto perché la chiesa è di tutti e sfido chiunque a sostenere il contrario».

Chi lo conosce bene racconta che don Melis, ex parroco di San Sebastiano, a Cagliari, è ancora provato. «Aveva appena perso la sorella e negli ultimi tempi ha combattuto contro alcuni problemi di salute. Di certo non avrebbe immaginato di essere trattato in quel modo». Quindici giorni dopo la lite sull'altare non ha alcuna intenzione di raccontare quei momenti a un cronista.

Va detto che don Pretta ha una certa consuetudine con le liti pubbliche. Memorabile il suo scontro con la Proloco sulla sagra della lumaca. Per ripicca evitò di benedire le case di alcuni soci. Lo sa bene il sindaco Terenzio Schirru che riassume così: «Secondo l'impostazione che dà don Luca alla messa, i fedeli dovrebbero genuflettersi al momento di ricevere l'eucarestia. Il 20 agosto non è andata così e don Pretta si è inserito scalzando l'altro in malo modo. Ne è nato un battibecco». La conclusione non lascia spazio a dubbi di interpretazione: «Don Luca non è adatto a quel ruolo, con lui è impossibile trovare un punto d'incontro. Negli ultimi anni ha moltiplicato le tensioni con prese di posizione inspiegabili. Alcune sono finite sui giornali, altre sono state tenute riservate. Così non si può andare avanti, il paese ne sta risentendo, c'è una situazione invivibile e lui soffia sul fuoco». Detta in altre parole: «Quando un matrimonio diventa insopportabile, meglio la separazione. Chi ha interesse a lasciare incancrenire la situazione?»

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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