L'uomo d'affari di Torralba, detenuto a Regina Coeli dall'8 luglio scorso, è stato sentito dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo per quattro ore e ha respinto con forza l'esistenza di un "comitato d'affari segreto" che avrebbe condizionato l'attività di organi istituzionali.
Nuovo interrogatorio in carcere per l'uomo d'affari Flavio Carboni e ulteriore dichiarazione di "inverosimiglianza dell'addebito di associazione segreta" in occasione dell'esame del ricorso sulla legittimità del Lodo Alfano, e negli interessi per i progetti dell'eolico in Sardegna ipotizzata dagli inquirenti romani che indagano sulla cosiddetta P3. Nel corso delle quattro ore di faccia a faccia con il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, Carboni ha ribadito l'inesistenza di un "comitato d'affari", a lui riconducibile
Al riguardo Carboni, detenuto a Regina Coeli dall'8 luglio scorso, ha
sottolineato che non ci fu alcuna iniziativa finalizzata a condizionare i giudici della corte costituzionale incaricati di pronunciarsi sulla legittimità del Lodo Alfano. Carboni, in quanto rappresentante di alcune società coinvolte nei progetti per la realizzazione di impianti eolici in Sardegna, ha anche precisato che il suo interesse nella vicenda era legato esclusivamente alle difficoltà che impedivano l'applicazione
della legge Soru.
Tra gli altri punti toccati anche il pranzo in casa del coordinatore Pdl Denis Verdini del settembre 2009 ("fu dedicato - ha ribadito - al tema della candidatura di Arcibaldo Miller alla Regione Campania"). Si è parlato anche di un'altra riunione, sempre in casa, Verdini, in cui fu sottolineata l'esigenza che il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci desse seguito all'iter per l'attuazione dei progetti per gli impianti eolici. "Carboni - hanno dichiarato i suoi difensori, Renato Borzone e Anselmo De Cataldo - ha oggi risposto alle domande degli inquirenti solo perché la difesa intende verificare la credibilità della Procura di Roma quando afferma che non usa la custodia cautelare prima del processo per ottenere ammissioni dagli indagati. Se questo fosse vero, dopo l' interrogatorio di oggi vi è la conferma della assurdità di mantenere in carcere un quasi ottantenne cardiopatico e già colpito da infarti".
L'INCHIESTA. Con l'interrogatorio di oggi, la procura ha concluso il giro
di approfondimenti della vicenda con i tre personaggi chiave dell'inchiesta finiti in carcere: oltre a Carboni, anche il giudice tributario Pasquale Lombardi e l'imprenditore Arcangelo Martino, sentiti nelle scorse settimane. Nell'inchiesta sono indagati, tra gli altri, Nicola Cosentino (ex sottosegretario all'Economia), Giacomo Caliendo (attuale
sottosegretario alla Giustizia), Denis Verdini (coordinatore Pdl), Ugo Cappellacci (governatore della Sardegna) e il senatore Pdl Marcello Dell'Utri.